Isidoro Concas, il DJ della Spoken Word

Del genere definito Spoken Word abbiamo già parlato più volte sulle nostre pagine, anche per raccontare alcune esperienze rilevanti che hanno coinvolto artisti del territorio. Si tratta di un termine utilizzato per riassumere una vasta gamma di lavori artistici basati sulla parola performata. Una natura ibrida e difficile da incasellare in una definizione precisa, ma che possiede una sostanziale caratteristica: le due espressioni creative principali che ne costituiscono l’essenza sono la poesia e la musica. Un connubio, però, in cui i due ambiti non si amalgamano uniformemente, ma mantengono la loro autonomia, in un circolo di reciproche influenze che sottolineano il potere evocativo dei suoni e delle parole nella realizzazione di specifiche atmosfere o di specifici tessuti narrativi e tematici.

È proprio in questo fertile terreno di confine che si muove Isidoro Concas, musicista, scrittore e giornalista che, tramite testate dedicate al genere, si occupa della divulgazione delle varie forme di poesia performativa. Il ruolo che l’artista pinerolese si è ritagliato, tuttavia, lo allontana sensibilmente da quello classico di autore, per trasformarlo in una sorta di DJ della Spoken Word. Per ora, infatti, Concas raramente produce o esegue opere proprie. Le sue performance, infatti, sono soprattutto basate su selezione e assemblaggio di creazioni altrui, come un architetto sonoro che opera come un disc jockey tradizionale, specializzato però nell’ambito della nicchia creativa della “parola detta”, cui accosta un’attività di scrittura automatica che, durante il set, lo porta a raccogliere per iscritto le suggestioni del momento.

isidoro concas spoken word

L’interesse nei confronti della Spoken Word dimostrato da Concas, che si definisce “innamorato dei percorsi obliqui tra lettere e suoni“, nasce proprio dal riconoscimento della natura multiforme del genere. “Un genere-non-genere che non è neanche definito da una specifica tecnica vocale ma che porta anzi ogni performer a sviluppare la propria voce” – spiega Isidoro – “e che, sfuggendo alle classificazioni, lavora sulla consegna del testo e sul suo dialogo col materiale sonoro di cui è effettivamente parte”. “Non è teatro, non è canto, non è rap, non è musica sperimentale, non è poesia, non solo, almeno” – precisa ulteriormente – ma è probabilmente, aggiungiamo invece noi, qualcosa di unico che mette insieme tutte queste cose in una nuova e originale tipologia creativa. L’artista pinerolese ama sottolineare come le sfumature di questa particolare strada espressiva abbiano abbracciato tutta la storia della musica dell’ultimo secolo, trovando spazio nella musica concreta come nel reggae, nel jazz come nell’hip-hop, nel teatro d’avanguardia come nel punk e via di seguito. Un’arte che consente di “far volare via le parole dal foglio per lanciarle in bilico tra audiolibro, rito collettivo, canto di aedo e ricerca multimediale“. Una nuova strada che trova un terreno elettivo perfetto nelle nuove modalità di diffusione digitali, nel ritorno del contemporaneo a una dimensione performativa partecipata e una certa affinità col Poetry Slam1, di cui Concas è profondo conoscitore e appassionato divulgatore.

1 Il Poetry Slam è una competizione in cui i poeti recitano i loro versi, gareggiano fra loro e vengono valutati da una giuria (cfr. Wikipedia alla voce Poetry Slam)

Il suo show, dunque, potrebbe essere descritto come un dj set d’ascolto interamente dedicato alla Spoken Word. “Al momento, non faccio mix molto più lunghi di un’ora – spiega Isidoro a tal proposito – perché si tratta di un lavoro che occupa parecchio l’attenzione delle persone e, da un lato, non voglio sforzarla eccessivamente; dall’altro, però, voglio concedere anche che essa divaghi perdendosi nel flusso, ma senza che si disperda troppo“. La sua principale inclinazione è quella per le produzioni più recenti dell’underground italiano, sebbene Concas ci tenga a sottolineare come ogni suo set sia diverso, per la volontà di adattarsi alle varie dimensioni d’ascolto in cui esso può collocarsi. “Per ora ho proposto i miei set in situazioni molto varie – spiega Isidoro – dagli spazi espositivi ai festival di poesia, ma anche in un listening bar o in contesti più orientati alla musica live. Ogni luogo è a sé stante e richiede approcci diversi, che sto ancora affinando“.

Alla domanda relativa ai critieri con cui seleziona le opere da inserire nei suoi spettacoli, l’artista pinerolese risponde: “Il mio intento principale è quello di portare alle orecchie delle persone soprattutto la varietà di approcci e la pluralità di voci presenti all’interno di questo campo, come se sfogliassero un’antologia, ma audio. L’eclettismo interno alla Spoken Word si articola in modo molto ampio osservando nei pezzi la scelta delle sonorità, delle attitudini vocali in relazione ad esse, della costruzione stessa del testo“. La questione tematica, dunque, sembra passare in secondo piano. “Prima di tutto – precisa ancora Isidoro – gli accostamenti sono dettati da un’intenzione musicale e, in senso ampio, drammaturgico. Se dei temi ricorrenti emergono, è perché credo esista un sentire comune rispetto a determinati argomenti. In alcuni casi me ne rendo conto solo mentre il mix ha già preso una sua forma abbastanza definita. Attingo molto alle produzioni più recenti, spesso ad opera di performer giovani, e sovente si nota una visione condivisa rispetto a temi come il futuro, la politica, il relazionarsi con l’attorno”.

La sensibilità dello specifico settore artistico ha, comunque, molto a che vedere con il gusto del DJ tradizionale, che persegue una coerenza sonora e ritmica per far sì che la scaletta funzioni. “Ma c’è anche un pensiero drammaturgico dietro – torna a specificare Concas – che aggiunge al mix un tassello a cavallo tra regia e montaggio cinematografico. Non solo perché per montare la selezione (che per ora non riesco ancora a mixare in live, per quanto il mio desiderio vada in quella direzione e mi stia formando al riguardo) uso un programma nato per il montaggio video su cui poi impropriamente utilizzo plugin audio da altre DAW e simulo tutte le tecniche di sampling, loop e mixing che chi sa mixare sa eseguire sul momento; ma anche perché l’idea della “selecta” nella sua interezza è quella di un’alternanza di scene, ognuna con la sua unicità, che fioriscono nella giustapposizione con quelle che la seguono e precedono, ma anche nel punto in cui sono collocate nel quadro generale. Sotto questo punto di vista, il mio intervento potrebbe essere assimilabile alla regia di uno spettacolo costituito da diversi quadri”.

La proposta artistica di Isidoro Concas rappresenta sicuramente un percorso originale e inconsueto, strettamente connesso alla sua profonda conoscenza e passione per la Spoken Word e, più in generale, per le varie forme poetiche contemporanee. Come critico e giornalista (trovate suoi interventi su blog come poesiadelnostrotempo.it e Neutopia e sul sito ufficiale della Lega Italiana Poetry Slam) e giurato in premi di settore come il Premio Dubito di poesia in musica, Concas ha accesso a un vasto panorama di talenti. È inoltre parte del team curatoriale del festival torinese Metronimie dedicato alla poesia performativa, in collaborazione con Atti Impuri Poetry Slam (per il cui torneo è anche co-host e PJ) e Residenza Poietica, confermandolo una personalità di riferimento nel settore.

Se volete rimanere aggiornati sull’attività di Isidoro Concas, potete trovarlo su Instagram come @centocinquantuno. Si preannuncia una fine d’anno calda per l’eclettico personaggio pinerolese, durante la quale porterà la sua “Spoken Word Selecta” in giro per l’Italia: ci anticipa che sta cercando di programmare per i prossimi mesi repliche a Torino, Bologna, Palermo, Milano, in Romagna e nelle Puglie. Probabilmente – conclude – sarà possibile anche assistere a qualche replica nel Pinerolese.

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ones

Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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