📌 In breve — Madaski festeggia il trentennale di “Distorta diagnostica” (1996), pietra miliare dell’elettronica italiana a tinte industrial e noise. Dopo aver interpretato il ruolo della Maschera di Ferro a Pinerolo, il musicista fondatore degli Africa Unite porta dal vivo il suo capolavoro solista il 26 novembre all’Hiroshima Mon Amour di Torino.
Si è chiusa domenica 4 ottobre la XXII edizione della “Maschera di Ferro”, la rievocazione storica pinerolese – da qualche anno diventata a cadenza biennale – ispirata alla storia dell’enigmatico prigioniero che, nel Seicento, fu detenuto per 34 anni nelle carceri francesi, tra cui anche quelle di Pinerolo. La sua identità rimase un mistero, per sempre nascosta dietro una maschera per ordine del Re Luigi XIV. Forse un nemico, un oppositore, una personalità ingombrante, forse il fratello dello stesso sovrano: le suggestioni da sempre si moltiplicano, alimentando miti, leggende e credenze che hanno ispirato grandi romanzieri e filosofi come Voltaire e Dumas e che sono diventati persino il soggetto di un film hollywoodiano di un certo successo. Per interpretare la Maschera di Ferro nel corso dell’evento pinerolese, che impegna centinaia di figuranti e attrae una folla di curiosi davvero impressionante, viene scelto di volta in volta un personaggio noto, spesso legato al territorio pinerolese. Il suo nome viene rigorosamente tenuto segreto fino alla conclusione della manifestazione, creando nella popolazione locale mesi di attesa e curiosità. Una fibrillazione tale che l’organizzazione ha persino indetto un contest con ricchi premi per chi fosse stato in grado di indovinarne anticipatamente l’identità.
Quest’anno la scelta è caduta su Madaski (al secolo Francesco Caudullo), notissimo esponente della musica nazionale in qualità di membro storico degli Africa Unite e come producer e arrangiatore, che proprio a Pinerolo deve i suoi natali e buona parte della sua biografia personale e professionale. Per noi, la presenza di Madaski come protagonista della Maschera di Ferro è soprattutto un’ottima occasione per segnalare un evento celebrativo che coinvolgerà il musicista verso fine novembre. Il 2026, infatti, rappresenta il trentennale dell’uscita del suo secondo album da solista “Distorta diagnostica” (1996). Si tratta di un lavoro di rottura perentoria rispetto alla sua lunga – e più nota – storia con gli Africa e con il reggae. Tuttavia, va sottolineato che Caudullo non è solo una delle menti pensanti degli Africa, ma è anche il fautore del profilo dub della band, cioè di quell’impronta elettronica che ne ha reso così peculiare la declinazione di genere. Questo perché, al di là della formazione classica di Madaski – il conseguimento del diploma di pianoforte al Conservatorio di Torino risale al 1989 – e del percorso pluridecennale che lo ha accostato indelebilmente al mondo del levare italiano, l’elettronica e la manipolazione del suono sono sempre stati il suo primario motore creativo. Attraverso questa via sonora alternativa, non ha solo indirizzato in modo specifico la musica della band, ma si è anche creato una carriera individuale di primo piano. La sua autorevolezza a livello di produzioni e remix lo ha reso senz’altro una delle figure tecniche più importanti della musica italiana degli ultimi quarant’anni, ma a tratteggiarne con forza la dimensione artistica è il suo percorso solistico di autore, fatto di pubblicazioni oggi considerate tra le pietre miliari dell’elettronica nazionale.
Il 26 novembre prossimo, Madaski celebrerà l’anniversario di “Distorta diagnostica” riproponendolo dal vivo all’Hiroshima Mon Amour di Torino: un’opera che, a tratti, suona estrema ancora oggi, ma che ha mantenuto inalterata la sua forza espressiva e la sua energia dirompente. Le distorsioni di matrice industrial e noise sono la linea timbrica che attraversa tutto l’album, raccontando a livello sonoro le inquietudini dell’autore. Giova all’interpretazione di questo lavoro ricordare che “Distorta diagnostica” venne concepito in simbiosi con un delicato momento della biografia di Caudullo – la lotta a un tumore1 – trovando così nella realizzazione di questo album una sorta di varco catartico. Da allora Madaski è diventato uno dei produttori più richiesti e stimati d’Italia. Il suo curriculum vanta collaborazioni con personalità del calibro di Franco Battiato, Antonella Ruggiero, CSI, Persiana Jones. Ha, inoltre, prestato la sua opera al mondo della pubblicità, ha realizzato sonorizzazioni per film e video d’arte, in un coerente quanto multiforme percorso creativo.
All’Hiroshima salirà sul palco con alcuni amici di vecchia data, tra cui il violinista Marco “Benz” Gentile, il chitarrista Ruggero Catania – entrambi passati, in tempi diversi, nella line-up degli Africa – il batterista dei Subsonica Ninja e il bassista Silvio Franco. Oltre a “Distorta diagnostica”, sarà eseguito “Dance or Die”, altro album della discografia solista di Madaski e “3 Kleine Stücke für Klavier und Violine”, le ultime composizioni per pianoforte e violino in duo con Marco Gentile, parte di un nuovo lavoro previsto tra il 2026 e il 20272.
Un appuntamento importante, dunque. E non solo per l’intento celebrativo, ma anche per quello strettamente artistico, vista l’occasione rara di poter apprezzare dal vivo l’impatto sonoro della musica di Madaski. Per acquistare i biglietti potete visitare il sito di Hiroshima Mon Amour.
Ones
1 v. intervista a Madaski sul sito viaggidigulliver 2017
2 https://www.modernews.online/60544_madaski-distorta-diagnostica-30th-anniversary/
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