“L’ignavo” di Paolo Moreschi, quando una canzone rompe il silenzio su Gaza

Quella che si sta consumando a Gaza va chiamata col suo nome. Lontana dall’essere una semplice operazione di difesa, innescata in risposta all’attentato di Hamas del 7 ottobre 2023, la campagna israeliana nella Striscia ha le fattezze di un vero e proprio genocidio. L’uso di bombe su ospedali e scuole, gli attacchi contro civili in fila per il cibo, il blocco sistematico degli aiuti umanitari non sono incidenti di percorso, ma appaiono come sintomi inequivocabili di un progetto premeditato di sterminio. A confermare la portata di questa catastrofe sono i dati: secondo il Ministero della Salute di Gaza, il bilancio delle vittime ha già superato le 60.000 persone, un numero riportato anche dall’Ufficio per il Coordinamento degli Affari Umanitari delle Nazioni Unite (OCHA). Alcune stime, come quelle citate sulla rivista scientifica The Lancet – riprese da internazionale.it – suggeriscono, però, che il bilancio effettivo potrebbe addirittura essere più grave.

La parte più tragica è che, di questo totale, circa un quarto sono bambini. Secondo un report di Save the Children, si stima che ne siano stati uccisi più di 13.500. A questo bilancio già terribile vanno aggiunti i decessi indiretti, causati dalla fame e dalla mancanza di servizi essenziali. Cifre destinate ad aumentare ulteriormente, e in maniera drammatica, se verrà dato corso al piano di occupazione di Gaza e di sfollamento della Striscia come più volte minacciato da Israele.

Malgrado l’evidenza dei fatti, però, a fare rumore più delle bombe è il silenzio complice delle potenze occidentali. Alcune si sono schierate palesemente dalla parte di Israele, altre sono rimaste ingabbiate in alleanze accecanti o in un’apparente indifferenza, altre ancora si sono risvegliate dal torpore con clamoroso ritardo. Un mutismo che si è esteso anche agli organi di informazione e a molti esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura in senso lato, allineatisi per mesi a un’inerzia che ha fatto leva su censure e ostracismo nei confronti di chi, fin dal principio, ha provato a denunciare quegli orrori.

L'ignavo Paolo Moreschi Gaza

Mentre le istituzioni sono rimaste in silenzio, è dalla società civile che sono nate numerose iniziative di sensibilizzazione. Un attivismo a cui anche la scena musicale pinerolese ha aderito, dimostrando con prese di posizione, eventi e azioni concrete di non voler restare indifferente di fronte alla tragedia in corso. L’ultima iniziativa in ordine di tempo è la pubblicazione, avvenuta oggi 21 agosto 2025, di una canzone inedita intitolata “L’ignavo”, composta ed eseguita da Paolo Moreschi, tra i cantautori più profondi e sensibili del nostro territorio. Il brano denuncia l’indifferenza di larga parte dell’opinione pubblica, concentrata solo su sé stessa, impassibile nei confronti del dramma in atto e convinta erroneamente che il problema non la riguardi. Moreschi lancia un monito potente: l’odore di morte che si alza da Gaza riesce a penetrare anche nelle case più protette, a dimostrazione che a una tragedia di questa portata non ci si può sottrarre semplicemente serrando l’uscio o voltando altrove lo sguardo. Perché le nostre esistenze sono strettamente connesse a un equilibrio più grande, che esce dai ristretti confini del nostro privato e nei confronti del quale non possiamo assolutamente rimanere impassibili.

Per presentare la canzone, una ballata acustica essenziale nell’arrangiamento quanto potente nei contenuti, preferiamo lasciare spazio alle parole del suo autore, che riportiamo integralmente di seguito. “L’ignavo” è ascoltabile gratuitamente su YouTube e SoundCloud o può essere acquistata su BandCamp a partire da di 1,00 Euro. L’intero ricavato, come spiega Moreschi alla fine del suo intervento, verrà devoluto direttamente o indirettamente alla causa di Gaza.

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L’ignavo

Paolo Moreschi

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Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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