L’energia intatta della Wah Companion: dagli archivi della band spunta una “Stella”

📌 In breve: A quasi vent’anni dallo scioglimento, la storica band indie pinerolese Wah Companion torna con “Stella”, un dirompente singolo inedito del 2005 tra garage rock e funk. Il brano, rilasciato il 27 agosto, rende omaggio a Tim Curry e al cult “The Rocky Horror Picture Show”.

Ma quanto manca al Pinerolese e alla scena italiana una band come la Wah Companion? La domanda porta con sé un’ovvia dose consistente di nostalgia per un decennio d’oro come quello di inizio millennio, quando avevamo in casa una scena indipendente di tutto rispetto. La formazione di Ruggero Catania era naturalmente tra le punte di diamante di questo movimento, grazie anche alla capacita di fondere un’energia diretta, senza sovrastrutture e tecnicamente impeccabile, al desiderio di essere ben connessi con la realtà, attraverso i testi che facevano trasparire una sorta di disincanto militante. Una proposta che non mancò di farsi portavoce del nostro territorio un po’ per tutta la Penisola.

Sono passati ormai quasi vent’anni da quando il nome della Wah si è dissolto nel nulla. È successo senza far troppo rumore, lasciando che i suoi componenti prendessero ognuno la propria strada artistica e personale, ma consegnando alla storia due pregevoli album e un EP che non sono mai finiti davvero nel dimenticatoio. In queste ultime settimane, il nome della band, che a noi è sempre piaciuto declinare al femminile, ha ricominciato a circolare con insistenza tra gli appassionati. Il merito di questo improvviso ritorno di fiamma va alla pubblicazione di “Stella“, un nuovo singolo dirompente che ci fa capire, con la forza di uno schiaffo in pieno volto, quanto avremmo tutti ancora un disperato bisogno di un impatto sonoro di questa portata.

L’effetto esplosivo di “Stella” è immediato: l’apertura è un riff trascinante in pieno stile Jack White che poi si apre a ritmiche funk, permeate dalle consuete tinte garage, da sempre il contrassegno più tipico della Wah. Il brano ha una storia particolare: venne registrato originariamente all’epoca dell’ultimo lavoro discografico della band – l’album “Quasi tutto liscio” del 2007 – poi inspiegabilmente lasciato fuori dalla scaletta definitiva. Recuperato oggi, il pezzo rimane sicuramente tra le cose migliori ascoltate quest’anno, a testimonianza di un’attualità intatta e una qualità che non subisce l’usura del tempo.

stella wah companion

La formazione della Wah Companion era composta dal già citato Ruggero Catania (voce e chitarra), Balistica (al secolo Umberto Cerutti), alla chitarra, Gianluca Medina (alias Mago Medina) al basso e Kasko (Corrado Cedrone) alla batteria. Registrata originariamente nel 2005, “Stella” è stata finalmente pubblicata il 27 agosto scorso, portando con sé un piccolo enigma che lo stesso Catania ha proposto sui suoi social in occasione della notizia: perché rilasciare questo singolo proprio adesso, proprio in questo scorcio di fine estate, dopo più di quattro lustri dalla sua registrazione in studio?

Se non ci è dato sapere il motivo profondo dell’attesa ventennale, conosciamo però con certezza qual è stata l’occasione per rispolverarlo. Due giorni prima dell’uscita del brano, infatti, il mondo del cinema e del teatro ha pianto la scomparsa di Tim Curry, leggendario protagonista del cult movie “The Rocky Horror Picture Show”. Il legame tra la canzone e l’attore non è affatto casuale. Tra i versi di “Stella”, infatti, si nascondono numerose citazioni da “Sweet Transvestite”, una delle canzoni più emblematiche della colonna sonora del film. Pubblicare il singolo in questo preciso contesto temporale, accompagnandolo con una copertina che inquadra un frammento della locandina originale della pellicola, rappresenta un tributo sincero a un attore straordinario e a un’opera che ha fatto epoca. D’altronde, la Wah Companion ha sempre nutrito una mezza ossessione – o magari una semplice passione – per l’universo del Rocky Horror, richiamato già in “Janet Weiss” (2001), brano che si ispirava esplicitamente al personaggio interpretato da Susan Sarandon.

Il legame tra i due testi non è pienamente trasparente, ma l’accostamento si presta a numerose suggestioni. Nel testo di “Stella” emerge il desiderio ironico e al tempo stesso dolce-amaro di affittare un astro per passarci il weekend. E in questo leggiamo la voglia di allontanarsi dal caos, dalla frenesia e dal rumore di fondo che appesantiscono il nostro pianeta. Come non scorgere, in questa fuga spaziale, un ponte ideale con la dimensione extraterrestre del castello del Rocky Horror? Quella dimora gotica ed eccentrica, nel progredire dell’opera, si rivela infatti essere un’astronave proveniente da un altro pianeta (il pianeta Transexual, della galassia Transylvania) e finisce così per trasformarsi in un microcosmo diegetico dalle caratteristiche di zona franca per l’affermazione delle identità personali, la liberazione delle pulsioni e il superamento dei pregiudizi sociali. Un’enclave di varia umanità che isola, come una bolla sospesa nel corrotto, iniquo e discriminatorio sistema valoriale contemporaneo, un ecosistema guidato da princìpi ormai alieni al nostro mondo. Si potrebbe azzardare che l’idea della Wah si muova su un’analoga lunghezza d’onda. Diventa un modo poetico per unire due diverse dimensioni celesti, entrambe accomunate da un’accezione di rifugio sicuro e staccato dalle derive degenerative di questi anni difficili.

In un’estate discografica che è stata fortemente contrassegnata dalle reunion, sarebbe un delitto desiderare il ritorno sulle scene anche della Wah Companion? Il pubblico del Pinerolese, e non solo, sarebbe sicuramente pronto a rispondere presente!

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Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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