Torna la playlist di Spotify, la prima del 2026, con una selezione di ventiquattro brani che intercetta le vibrazioni di questi primi mesi dell’anno (e degli ultimi dello scorso) all’interno della variegata scena pinerolese. Non c’è, come sempre, un unico filo conduttore, se non quello della qualità diffusa del nostro territorio, che attraversa generi anche distanti tra loro, dal jazz d’avanguardia alla canzone d’autore, fino alle incursioni nell’elettronica da club.
L’apertura è affidata al pop leggero di “Tik Tok” dei Bnb Music MMXX, con cui mettono a fuoco le complessità della comunicazione contemporanea. Con questo nuovo brano, i BNB presentano la nuova formazione con Paolo Gambino (tastiere) e Sergio Pollone (batteria), che si aggiungono a Luana Barnabà (voce), Gianluca Nardelotto (chitarra) e Alberto Macerata (basso). Segue la riflessione ecologica di “Impronta” della folk band La Quadrilla con il cantautore Lorenzo Santangelo, che attraverso il consueto tono allegorico tornano ad insegnarci il rispetto per la nostra Madre Terra. La memoria storica si fa suono con le Malecorde in “La bomba e la banca”, estratto dal loro ultimo album “Biribissi”, un atto di testimonianza sulla strage di Piazza Fontana nato dallo spettacolo “Milano è una selva oscura” di Laura Pariani e arricchito da collaborazioni autoriali di rilievo. Chiude la prima quaterna la splendida “Ciò che resta di noi” di Federico Raviolo, un estratto dal suo lavoro spoken word “Là dove vanno a morire i cani“, introspezione e riflessione esistenziale dall’elevato lirismo poetico.
Il viaggio prosegue con il jazz di Alessandro Chiappetta e Gianni Virone, freschi di pubblicazione dell’album “Axes Duo” e del pop cantautoriale di Casalis, anche lui appena uscito con l’EP “Il gioco“. Segue poi lo spirito DIY di Joan Lenine e della sua “Dr. Winston O’Boogie”, estratta dal suo ultimo lavoro “Rock ‘n’ Roll Baby Vol. 1”, cui fa eco l’indie rock dei The Kollege in “Certe sere”, vera rivelazione della scena pinerolese del 2025, a conferma della crescita esponenziale di contenuti e pubblico registrata negli ultimi mesi, in un percorso che punta a riportare la “musica suonata” al centro dell’attenzione. Le atmosfere si fanno più rarefatte e visuali con il progetto Monkiss di Fabrizio Turina, qui rappresentato dal brano “Sultry”, per poi affondare nella musica acustica di Gabriele Scarpelli e della sua “La sutura dell’abisso”, cupa e impregnata da un profondo afflato poetico, sicuramente tra i più interessanti dell’area pinerolese. Il peso del presente emerge, poi, con forza in “Nesayem” dei casiMisti, un tributo alla resilienza delle donne afghane ispirato ai tragici eventi di Kabul, prima di lasciarsi ipnotizzare dal techno jazz dei Torino Unlimited Noise e dal loro ultimo singolo “Rising Shadow”, una traccia notturna dove il linguaggio jazz respira all’interno di un groove elettronico sospeso.
La parte centrale della playlist amplia i propri confini stilistici: prima il soul electro-pop dei Jambalaya 37 in “On the Edge”, poi il reggae di “NO! (NO, NO, NO, NO)”, esordio dei The Originals, che segna l’incontro storico tra Africa Unite e Bluebeaters in un coro necessario contro l’attuale situazione geopolitica. Il tema del distacco e della scelta torna in “L’ultima volta”, ballata intensa delle Calliope (Francesca Pascal e Federica Bracco), seguito poi dall’underground metafisico del rapper Tito Sherpa con “Tutto giusto”, brano di lancio dell’album omonimo. C’è spazio anche per il jazz d’autore, filtrato dalla sensibilità della musica classica contemporanea, con “Infant Eyes”, estrapolata dall’album “Mysterious Traveller“, il tributo a Wayne Shorter realizzato dal compositore Giuseppe D’Angelo; e per il pop di “Cerotti e Chardonnay”, dal recentissimo album “Superpop” del cantautore e tiktoker Nonhassenso.
Verso il finale, il tono si fa più intimo con Paolo Battaglino e la sua strumentale “Master Lotus”, in cui il chitarrista riscopre le atmosfere evocative della chitarra acustica. Chiudono la nostra compilation il giovane cantautore Bosio con la sua “4 di notte”; Pierangelo Romano con il divertissement di stampo jazzistico di “Walk and Run”, in cui si simula una sessione live dialogica tra armonica e tromba; il rap sociale di ReyMc e Räd di “Martire”, il tormentone invernale di “Quest’anno cosa fai” di Tuan Davì dedicato alla movida delle nostre alte valli; e l’energia contagiosa di Med (pseudonimo del musicista e produttore Amedeo Ripa Di Meana) che con l’elettronica “Blow My Mind” sigilla perfettamente il nostro percorso sonoro.
