Tra i principali esponenti della musica pinerolese degli ultimi due decenni, in particolare quelli ascrivibili alla cerchia dell’ambito classico e accademico, il Quartetto Maurice è sicuramente il nome che meglio riesce a coniugare lo spessore della propria ricerca con il perseguimento di un’idea artistica totalmente anti-convenzionale. Una formazione da camera nata più di vent’anni fa che, dopo gli esordi più canonici, da tempo impernia il suo percorso attorno ai tratti sperimentali della musica contemporanea. Senza, per altro, alcun timore di lambirne i confini più radicali. Infatti, che reinterpreti i mostri sacri o che promuova giovani e ambiziosi compositori; che lo faccia attraverso l’esplorazione delle potenzialità espressive e timbriche degli strumenti acustici, o che gli stessi vengano filtrati dall’uso a fini estetici dell’elettronica; che lo faccia attraverso le proprie esibizioni live o mediante l’organizzazione di eventi dal medesimo carattere – vedasi il festival “Musica in prossimità” – il suo approccio persegue sostanzialmente sempre un analogo obiettivo: sondare in profondità la totalità delle risorse immanenti della musica, cercare nuove combinazioni significanti e sottolinearne le sfaccettature filosofiche, come d’altronde ci insegnano da un più di un secolo le avanguardie, da cui i filoni della più recente musica colta in qualche modo derivano le proprie istanze.

Nel 2024 ricorre il centenario della nascita di Luigi Nono, tra i massimi rappresentanti italiani della musica contemporanea, la cui opera, per altro, non è esente da determinanti quanto imprescindibili implicazioni politiche. Il Quartetto Maurice – costituito da Georgia Privitera (violino), Laura Bertolino (violino), Francesco Vernero (viola) e Aline Privitera (violoncello) – per l’occasione, reinterpreta il quartetto d’archi “Fragmente – Stille, An Diotima“, scritto dal compositore veneziano all’inizio degli anni Ottanta del Novecento. Un’opera considerata tra le più impegnative di Nono. Quaranta minuti contrassegnati, come parzialmente esplicitato dal titolo, dalla fondamentale focalizzazione su silenzi di varia lunghezza e su suoni spesso appena percettibili, in alternanza a frammenti musicali dalla dinamica enfatizzata. Una partitura nella quale va sottolineata la presenza caratterizzante di una cinquantina di citazioni del poeta Friedrich Hölderlin – delle quali l’ascolto è tenuto all’oscuro, in quanto mere indicazioni emotive di “canto interiore” per gli esecutori – che rimarcano anche una certa affinità ideologica tra il compositore e lo scrittore tedesco.
Un’opera non per tutti che, come la quasi totalità della musica contemporanea, richiede un approccio trasversale mosso non solo dal desiderio di abbandonarsi alle suggestioni sonore, ma anche dalla disposizione all’approfondimento delle sue componenti teoriche e filosofiche. “Fragmente” non manca di un intenso afflato emozionale, ma appare anche pregno di una fondamentale funzione metalinguistica, di riflessione sul linguaggio musicale e sul suo ruolo sociale. Il Quartetto Maurice si unisce, così, ai numerosi omaggi che il mondo della musica rende a Nono a cento anni dalla sua nascita, “con un’opera discografica di grande rilevanza filologica e interpretativa volta a cogliere – come spiegano i quattro musicisti – il lato più intimo e febbrile di uno dei compositori più significativi del secolo scorso”. “Fragmente – Stille, An Diotima”, registrato tra il 7 e il 9 agosto 2023 presso la Chiesa di San Bartolomeo Apostolo di Nomaglio (Torino) da Andrea Dandolo, con il supporto dell’Associazione Metamorfosi Notturne, esce oggi su vinile in edizione limitata – 300 copie – per l’etichetta Holydays Records (acquistabile qui: https://www.holidaysrecords.it/product/luigi-nono-fragmente-stille-an-diotima/). L’edizione include anche “Flaner”, una raccolta di immagini di Sophie-Anne Herin, “L’errore come necessità” di Luigi Nono, tratto da “La Nostalgia del futuro” (Il Saggiatore, Milano, 2019) e il contributo musicologico “Fragmente-Stille, An Diotima – Si puo’ ascoltare un testo?” di Francesca Scigliuzzo.
Vista la complessità del lavoro, ci piace chiudere con la presentazione del disco che ne fa il Quartetto Maurice stesso nei suoi comunicati ufficiali:
“Fragmente – Stille, An Diotima è il titolo del quartetto per archi di Luigi Nono, commissionato nel 1980 in occasione del XXX festival beethoveniano dalla città di Bonn. Motore di ispirazione doveva essere appunto Beethoven, inteso come innovatore radicale delle convenzioni del suo tempo. Questa stessa definizione è stata attribuita a Nono dopo avere composto questo lavoro, tanto è vero che i critici dell’epoca parlarono dell’“opera della svolta”: un’indagine sonora al limite dell’udibile, una strenue ricerca nello spettro ad di sotto del pianissimo, intervallata da silenzi di varia lunghezza e generatori di una tridimensionalità acustica e temporale mai esplorata prima da alcun compositore. La citazione di Diotima del titolo riporta ad un’altra dimensione ancora, quella della poesia tedesca di Hölderlin: la composizione è ripartita in 52 frammenti, ad ognuno dei quali è assegnata una scheggia poetica dell’autore, che gli esecutori sono invitati a “cantare interiormente” (come suggerito dallo stesso Nono nelle regole presenti in partitura), e che tuttavia vengono taciute all’ascoltatore, e non intese quindi come descrittive o come testo programmatico.
Quaranta minuti circa di espansione di una concentrazione dell’ascolto, in una trasfigurazione della misura umana del tempo, un lavoro di musica da camera estremo, al tempo stesso privato e politico, che lui stesso sintetizzò così: «Non sono per nulla cambiato; anche la tenerezza, il privato ha il suo lato collettivo, politico. Perciò il mio Quartetto d’archi non è espressione di una nuova linea retrospettiva in me, bensì la mia attuale posizione di sperimentazione: io voglio la grande, ribelle affermazione con i minimi mezzi».”
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