Sono passati circa due decenni da quando Milan Rivoiro ha lasciato la Val Chisone per andarsi a costruire una carriera musicale di tutto rispetto in Spagna con lo pseudonimo di Blind Reverendo (→ Blind Reverendo). Eppure, il suo nome rimane – per motivi biografici, artistici o semplicemente affettivi – fortemente legato al Pinerolese ed è anche per questo che continuiamo a seguirne con molta attenzione le vicende. L’estate del 2026, per Blind Reverendo, ha rappresentato sicuramente un momento importante: una stagione estremamente prolifica ma anche e soprattutto uno spartiacque stilistico. Sono due le pubblicazioni uscite a suo nome negli ultimi mesi: l’album dal vivo “Reven_ton – live in Almo2bar Barcelona” e il singolo “Río y Lloro”. Il primo pone un punto fermo sui suoi precedenti vent’anni di musica, mentre il secondo inaugura una serie di singoli che usciranno di qui a fine anno e che marcano un sostanziale mutamento di direzione musicale.
Procediamo in ordine inverso, partendo dalla pubblicazione più recente. “Río y Lloro”, per Blind Reverendo, rappresenta una radicale svolta urban rispetto ai ritmi in levare del passato. “Il brano nasce da una profonda riflessione ispirata ad un lavoro personale, basato sulla psicologia umanista Gestalt“, spiega il musicista nella presentazione del singolo. Senza alcuna pretesa di addentrarci in analisi filosofiche o psicologiche che non ci competono, la prospettiva a cui attinge il brano riassume l’esistenza come un’interazione tra opposti, in una visione olistica in cui il tutto va oltre la somma delle singole parti (→ Psicologia della Gestalt). Fin dal titolo, infatti, la canzone “affronta il tema della vita dell’essere umano, raccontando come emozioni opposte quali la risata e il pianto siano parti complementari della stessa esperienza di vita“. Blind Reverendo, in tutto il suo percorso, ha sempre posto una naturale quanto prioritaria attenzione ai temi dell’inclusione, con un particolare focus sulle disabilità. “Un mondo senza barriere architettoniche è il primo passo verso un mondo senza barriere culturali” è lo slogan che, ad esempio, campeggia sul suo sito ufficiale (→ https://blindreverendo.com/). Il punto di vista adottato per questo nuovo singolo – che inaugura, dunque, una serie di pubblicazioni a carattere autobiografico che vedranno la luce nei prossimi mesi – in linea con questa posizione, infatti, permette di veicolare un messaggio fondamentale: “invita – spiega ancora Blind Reverendo – ad accettare ogni sfumatura della propria identità, riconoscendo il valore delle parti che ognuno di noi ha, ombre e luci, accettandole con riconoscimento e compassione“.
Coerentemente con il messaggio veicolato dal testo, la copertina ne amplifica la portata. Il disegno, dai tratti infantili, raffigura due personaggi, Gormix e Mirflix, protagonisti di una storia che lo stesso Rivoiro ha scritto per suo figlio Yuri. “I personaggi – spiega Milan – rappresentano le due anime dell’essere umano, quella luminosa e quella più triste, che trovano il loro equilibrio nella convivenza reciproca. Tutto questo rafforza il significato del brano e promuove un messaggio di accettazione, rispetto e coscienza di se stessi, invitando a guardare con consapevolezza sia alle proprie fragilità sia a quelle degli altri, comprese le disabilità“.
“Reven_ton”, invece, è il titolo di un album live pubblicato lo scorso mese di giugno che, a differenza di “Río y Lloro”, dal punto di vista stilistico riassume perfettamente tutta la prima lunga parte della carriera del musicista di origine pinerolese. Chi lo ricorda attivo in zona, collega sicuramente la sua figura al reggae e allo ska. Tra le sue partecipazioni più note, ci fu quella con i Mr. Brown (→ Mr. Brown), tribute band a Bob Marley, formazione che infiammò la nostra scena a inizio millennio, nella quale compariva come percussionista. Da allora, anche e soprattutto con il suo trasferimento nella penisola iberica, Rivoiro ha continuato a bazzicare le varie forme ispirate alla musica giamaicana. Il suo approccio, però – come dimostra proprio l’album stesso – è sempre stato fortemente personale, sebbene in parte influenzato dal filtro pinerolese del genere. La sua tipica vocalità ragamuffin – quella che affonda nello stile hip-hop e che tende a mascherare il timbro naturale con un particolare graffio roco e nasalizzato – si unisce a un uso del tutto peculiare dell’elettronica, con funzionalità prettamente ornamentali, sviluppate attraverso specifici timbri acidi di matrice techno. A questo va necessariamente aggiunta, come caratteristica imprescindibile, la babele linguistica che attraversa i suoi testi: inglese, spagnolo e italiano si mescolano, talvolta anche nello stesso pezzo, facendo emergere la dimensione cosmopolita dell’artista e contribuendo a palesare una direzione fortemente individualizzata.
C’è naturalmente tutto questo in “Reven_ton”, registrazione dal vivo risalente al 2024, catturata all’Almo2bar di Barcellona, con dodici tra i migliori pezzi del repertorio di Blind Reverendo, pescati dai quattro album e dall’ampia serie di singoli che Milan ha pubblicato nel corso del tempo. Il titolo rappresenta un gioco di parole tra il vocabolo spagnolo reventar (scoppiare) – che sembra voler sottolineare l’innegabile esplosività della sua musica – la seconda parte dello pseudonimo dell’artista (a suggellare un certo tratto autobiografico delle sue canzoni) e il nome del genere reggaeton che, al di là delle deprecabili e altamente superficiali involuzioni pop degli ultimi anni – almeno per come l’abbiamo interpretato in Italia – in origine ha rappresentato una delle più autentiche miscele di reggae e cultura hip-hop, fusione che in parte figura proprio tra le principali ispirazioni del percorso musicale di Milan.
Due particolarità ulteriori di questo album travalicano il contenuto musicale in senso stretto: la prima riguarda le caratteristiche multisensoriali del concerto che trovate in questo lavoro e delle sue modalità di fruizione, che confermano la costante attenzione dell’artista nei confronti delle tematiche inclusive e dell’accessibilità. Lo spettacolo, infatti, è stato pensato come un evento pienamente fruibile anche dalle persone sorde. Così, alla componente strettamente acustica sono stati affiancati alcuni accorgimenti specifici come la proiezione contestuale di video sottotitolati e la fornitura di palloncini, le cui vibrazioni hanno consentito la percezione delle frequenze musicali attraverso un senso alternativo all’udito. A corollario, è stata impiegata una particolare tecnologia definita Odorama, che ha arricchito l’esperienza del pubblico con suggestioni olfattive tra un brano e l’altro. La seconda particolarità degna di segnalazione riguarda la copertina. Lo squalo sornione della cover – sigaretta in bocca, microfono in pinna, dreadlock che sbucano da dietro a un cappello da pirata, iconografia perfetta di uno spirito libero, indipendente, coraggioso, istintivo, viaggiatore, come Milan ha dimostrato di essere nel corso della sua vita – è opera dell’artista pinerolese PLZ (al secolo, Luca Daniele Pellizzari), molto noto in città per i suoi murales e le sue aerografie. È stato proprio lui, con la sua bomboletta, a realizzare l’opera in diretta durante la performance immortalata nell’album.
Sia il singolo “Río y Lloro” che “Reven_ton” sono interamente ascoltabili sulle piattaforme di streaming. Per quanto riguarda l’album, a settembre è prevista l’uscita della versione in vinile, che conterrà tracce aggiuntive rispetto alla release digitale. Siamo curiosi di poter verificare la resa in analogico di una registrazione che, già nel formato liquido, possiede un impatto dirompente, capace di immergere completamente l’esperienza d’ascolto nelle vibranti atmosfere emotive del live.
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