Nel cuore di Pinerolo, presso la sede storica di via Giolitti, lo scorso 13 dicembre l’Accademia di Musica ha festeggiato il suo trentesimo anniversario con un evento esclusivo. Durante la serata si sono intrecciate parole e musica, che hanno raccontato, nel modo più consono per un’istituzione come quella pinerolese, la storia di questi tre decenni da protagonista nel mondo culturale cittadino. La serata ha visto la partecipazione di personalità illustri e figure chiave che hanno contribuito alla crescita dell’Accademia, tra cui la presidente e direttrice generale Laura Richaud, l’assessora e vicesindaca Francesca Costarelli e uno dei fondatori dell’Accademia, Giorgio Pugliaro.

Proprio l’intervento di Giorgio Pugliaro ha offerto uno sguardo profondo e appassionato non solo sulla storia dell’Accademia, ma anche sul valore universale della cultura e della musica. Pugliaro, figura di rilievo nel panorama musicale italiano – pubblichiamo il suo curriculum in calce all’articolo – ha tracciato un filo rosso che collega la nascita dell’Accademia agli anni di grande fervore culturale e sociale di Pinerolo.
Pugliaro è noto, oltre che come stimato docente, anche come critico musicale, dalla forte inclinazione storica e archivistica. Nel preannunciare una prossima pubblicazione bibliografica relativa alla storia dell’Accademia, nel suo lungo intervento, Pugliaro ha illustrato le tappe salienti di un ente partito quasi dal nulla e diventato oggi sorprendentemente rilevante a livello nazionale e internazionale. Di seguito vi riproponiamo una nostra libera ricostruzione del suo racconto.
Siamo presumibilmente tra la fine del 1993 e l’inizio del 1994. A quel tempo, Giorgio Bresso – attuale presidente onorario dell’Accademia – presiedeva un’associazione che si chiamava PineroloSì. Fin dal nome, si comprende come l’associazione si proponesse di ribaltare la tendenza sabauda a dire “no” a qualsiasi cosa, con quella nostra particolare inclinazione a vedere sempre e solo le difficoltà nel portare avanti dei progetti.
Tra le moltissime attività a cui l’associazione si dedicava a quei tempi, c’era quella connessa con il mondo della cavalleria. In particolare, faceva da braccio operativo per l’organizzazione del Concorso Internazionale di Cavalleria, promosso, voluto e spinto dall’allora Colonnello Distaso.
Ebbene, in quello scorcio degli anni Novanta – l’ultimo grande periodo di fioritura economico-sociale di Pinerolo – da Giorgio Bresso si presentarono Laura Richaud e suo marito Ezio Giaj. Ezio, tra le altre cose, era stato fondamentale per la nascita e lo sviluppo di alcune iniziative culturali e sociali del Pinerolese, come la Mostra dell’Artigianato e l’Azienda Turistica Locale. Laura, invece, proveniva da un’importante esperienza come pianista. Insegnava pianoforte e aveva intensamente collaborato con Franco Scala per la fondazione dell’Accademia di Imola, che si chiamava allora “Accademia Pianistica Incontri col Maestro”. Il musicista imolese aveva avuto l’idea geniale di ovviare alla mancanza di spazi invitando in casa sua grandi musicisti del contesto internazionale, come ad esempio i pianisti Aškenazi e Pollini, perché tenessero lezioni ai suoi allievi, legando questa attività didattica a un’attività festivaliera.
Laura ed Ezio proposero a Giorgio, insieme con Gianni Sartorio (che allora era docente e poi sarebbe anche divenuto direttore del Civico Istituto Corelli), di organizzare un festival musicale. Da questo incontro nacque quello che sarebbe poi stato denominato Festival Musicale d’Autunno. Il primo evento ebbe luogo il 14 ottobre 1994, giorno forse non casualmente coincidente con il compleanno di Laura.
Il Festival Musicale d’Autunno era una serie di iniziative miste, con:
- mostre (per esempio, quella dedicata ai costumi di Caramba – Luigi Sapelli – che era stato un disegnatore molto attivo nel campo dell’Opera);
- proiezioni di film a carattere musicale;
- incontri, dibattiti e tavole rotonde;
- un’attività concertistica.
La rassegna iniziò, dunque, nel ’94 con la Rassegna Internazionale di Giovani Pianisti, che nel ’96 venne allargata anche alla musica da camera.
La parte più importante era, però, il “concorso”, che allora veniva definito Concorso Internazionale di Musica “Pinerolo, città della cavalleria”. Nato con una grande ambizione, alla più consueta serie pianistica, si era deciso di affiancare una sezione per trio – pianoforte, violino e violoncello – caratterizzata da selezioni molto minuziose, le cui prove piuttosto complicate rendevano difficile trovare giovani trii disposti ad affrontarle. Per questo, dal 1998, il concorso passò dalla sezione “Trio” a una sezione più generica di musica da camera.
Non era facilissimo, a quel tempo, trovare degli spazi per svolgere quest’insieme di attività. I concerti venivano fatti in prevalenza presso il Teatro Incontro, in via Caprilli, spazio onorevole ma non adattissimo all’esecuzione musicale. Oppure al Circolo Sociale, e cioè nella parte residua del Teatro Sociale, edificato nel 1842 e purtroppo distrutto da un incendio nel 1972. Il Sociale sarebbe poi stato ristrutturato su progetto dell’architetto Sergio Hutter nel 2008, finanziato attraverso un bando europeo. Sebbene la “polivalenza” imposta dal bando finirà per renderla non completamente adatta a nessuna delle sue finalità principali, almeno dal 2008 sarà disponibile una sala di una certa dimensione. Nei primi tempi, però, gli spazi erano quello che erano. Si usava l’auditorium di qualche scuola, i locali dell’Istituto Magistrale per le prove, e come sede operativa del concorso, quella che sarebbe poi diventata la sede dell’ATL, oggi spazio riservato al Loft Pinerolo Urban Box, aula studio dedicata ai giovani, in Via Giolitti.
La ricerca di uno spazio tutto nostro portò a ottenere da parte della Città di Pinerolo, grazie a Giorgio Bresso e al suo Consiglio, il comodato d’uso gratuito trentennale di quella che era la Sala delle Udienze del Tribunale di Pinerolo, consentendone così la completa ristrutturazione. All’epoca, l’Accademia godeva di un salvadanaio di dimensioni minuscole, così vennero accesi dei finanziamenti, ci fu l’intervento decisivo da parte del compianto Alberto Vanelli, allora direttore del reparto cultura della Regione, e da parte della fondazione CRT. Questi lavori vennero svolti in tempi molto rapidi, grazie anche alla fondamentale opera di alcune persone, come Giorgio Bresso e Laura Richaud; l’amica amatissima Patrizia Cerutti, moglie di Giorgio Bresso, tragicamente e improvvisamente scomparsa nel 2001; Gianni Martini, il jolly della situazione, l’uomo che risolveva i problemi e si occupava anche di aspetti contabili; Ezio Giaj, anch’egli da poco scomparso, che curava insieme a Remo Caffaro la parte dell’immagine; e Marina Monge, che fu la prima segretaria di quella che non si chiamava ancora Accademia di Musica, anche lei prematuramente scomparsa a 32 anni nel 2005.
L’attività dell’Accademia, dunque, proseguiva lungo i tre percorsi principali: la Stagione Concertistica, il Concorso Internazionale e l’attività didattica, iniziata nel 1995 coi corsi estivi che si tenevano a Sestriere – poi avrebbero assunto la denominazione definitiva di “Musica d’Estate” – e che, nel 2000, iniziarono a svolgersi a Bardonecchia. Il 18 maggio del 1998, presso il Notaio Giancarlo Ortali di Pinerolo, venne costituita l’associazione, che nel 2012 acquisirà anche la qualifica di ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale), con qualche responsabilità in più ma anche con qualche vantaggio sotto il profilo fiscale. Il 14 luglio 2023, infine, presso il Notaio Enrico Ortali, l’Accademia diventa Fondazione, ente del terzo settore.
Per quanto riguarda il concorso, tra il 2004 e il 2005, si decise di alternare le due sezioni (pianoforte e musica da camera). Questo almeno fino al 2013, quando si convenne di riservare il concorso alla sola musica da camera, per altro spostandolo dal periodo autunnale – in genere si svolgeva intorno alla metà di ottobre – a inizio marzo. La scelta nacque prima attorno alla sezione pianoforte, perché nel periodo autunnale si tenevano altri due importanti concorsi italiani e si correva il rischio di contendersi i concorrenti. Ma la stessa questione si poneva per il settore della musica da camera, con l’importante concorso Vittorio Gui a Firenze, che si svolgeva in concomitanza. Così, da allora, il Concorso si tiene a marzo. Dalla pausa obbligata del periodo 2019/2020, dovuta alla pandemia, si è poi deciso per una cadenza biennale, con un primo anno dedicato a un’attività preliminare di audizione, attraverso selezioni videoregistrate, e un secondo in cui i candidati giudicati idonei – in un numero predeterminato di 25 complessi musicali più cinque riserve – vengono ammessi alle prove in presenza.
Un’altra innovazione degli ultimi anni è la denominazione di Concorso Internazionale di Musica da Camera (ICM) “Città di Pinerolo e Torino Città Metropolitana“. Si lega infatti alla città di Torino, soprattutto perché l’esperimento di una finale condotta nella sala concerti del Conservatorio Verdi di Torino, ma anche l’esperienza delle Olimpiadi 2006, ci hanno insegnato che una grande manifestazione internazionale richiede, alle spalle dei luoghi dove gli eventi si svolgono, anche la presenza di una grande città. Dal 2011, il concorso dell’Accademia è membro della Fédération Mondiale Concours Internationaux de Musique, che ha sede a Ginevra. Un vanto per l’ente pinerolese, unica organizzazione italiana che vi sia stata ammessa. Nel 2023, durante la finale, il Presidente di questa federazione ha affermato che, a suo parere, il concorso di Pinerolo e Torino è diventato uno dei dieci più importanti concorsi al mondo, gratificando così l’Istituzione con un pubblico riconoscimento ufficiale.
Nel 2000, inizia l’attività didattica in sede, con il pianista Andrea Lucchesini e un ciclo dedicato alle sonate di Beethoven (in quell’occasione viene anche pubblicata un’esecuzione integrale su disco). Nel 2004 prendono l’avvio i corsi di perfezionamento, dalla durata variabile di uno o tre anni, prima solo per pianoforte, poi per violino, violoncello e viola, allargati poi progressivamente anche ad altri strumenti.
Qualche specificazione aggiuntiva la meritano, invece, alcuni progetti speciali dell’Accademia, come le borse di studio “Open Source”, che riguardano una quota di attività didattiche che l’ente svolge in collaborazione con altri conservatori piemontesi. Un progetto, cui per altro ha aderito soltanto il Conservatorio di Torino, che consente di offrire gratuitamente, a studenti di altri conservatori, lezioni e corsi di perfezionamento con i docenti dell’Accademia stessa. Una palese dimostrazione di quanto l’Istituzione pinerolese non si senta in competizione con i conservatori, ma che, anzi, ambisca a collaborare con loro, considerando quanto questa cooperazione possa risultare benefica per gli studenti.
Un’altra iniziativa importante è “Professione Orchestra“, un percorso diviso in due momenti: il primo riguarda le lezioni tenute in Accademia dalle Prime Parti dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai sui passi orchestrali che i ragazzi dovranno affrontare; il secondo, invece, si svolge all’inizio dell’anno successivo, quando gli studenti vanno a suonare in orchestra durante le prove, al fianco del loro insegnante. In sostanza, iniziano una sorta di training on the job, per imparare come si sta in orchestra. I live course, invece, sono dei corsi un po’ più brevi di quelli annuali, più circoscritti e finalizzati a risolvere dei problemi specifici.
Infine, la specializzazione. In virtù di un decreto congiunto del Ministro della Cultura e del Ministro dell’Università, emanato nel 2015, viene data la facoltà, ad alcune istituzioni che abbiano determinati requisiti, di rilasciare un diploma di specializzazione in ambito musicale. Dopo circa tre anni dalla domanda inoltrata dall’Accademia, nel 2019 è partito, unico in Italia, il corso di specializzazione di terzo livello, che rilascia un titolo riconosciuto dal Ministero, come se fosse un’Università. L’Accademia, ad esempio, ha ottenuto recentemente il riconoscimento del corso di Canto Lirico, svolto in collaborazione con la Fondazione Pavarotti di Modena.
Vale la pena inoltre ricordare anche il progetto CADMO, iniziativa visionaria ideata, tra gli altri, da Laura Richaud e Marco Robino. CADMO è l’acronimo di Computer-Aided Music Orchestra e si riferisce a un’orchestra virtuale realizzata attraverso un computer. Lo scopo è quello di risolvere il problema dei pianisti, e dei solisti in generale, quando devono studiare un concerto. Spesso, infatti, l’orchestra non è disponibile per le prove. A volte si risolve il problema con un secondo pianoforte, ma ovviamente non è la stessa cosa. Con CADMO, invece, viene creato digitalmente il tessuto orchestrale, il quale va in sincrono con il solista, sfruttando le potenzialità che derivano dal mezzo informatico di poter variare sia l’intensità del suono sia la velocità, senza mutare l’intonazione. Il progetto è stato anche oggetto di collaborazioni importanti con accademie e festival europei, tra cui un’importante accademia polacca e un festival irlandese, consentendo all’ente di allargare la sua sfera di interesse a tutto il continente europeo.
Un’ultima menzione, infine, va ad altri tre progetti connessi all’Accademia:
- L’Orchestra dell’Accademia: fortemente voluta dagli stessi allievi come strumento fondamentale di confronto in un contesto orchestrale.
- Il Coro dell’Accademia: nato inizialmente in seno a un gruppo di abbonati alla Stagione Concertistica (tutti dilettanti, nessun professionista della musica) che ha poi racimolato via via altri componenti anche esterni. Il coro ha tenuto finora quasi trenta concerti, la maggior parte dei quali realizzati a scopo benefico.
- I corsi di perfezionamento Performance-Oriented Composition: tenuti dal nostro docente di composizione Francesco Antonioni. Antonioni, noto anche per la rubrica che tiene regolarmente su Radio 3, ha maturato l’idea che sia importante affiancare le competenze del compositore a quelle del direttore dell’esecuzione, indirizzando gli studenti verso la realizzazione pratica dei loro lavori, andando quindi a colmare una lacuna didattica esistente che vede la formazione tradizionale del compositore limitarsi alla scrittura di partiture.
La chiusura dell’intervento va, infine, all’impatto economico dell’Accademia. Più di un quarto delle entrate, comprendendo anche i primi anni più difficili, deriva da risorse autonome, soprattutto dall’attività didattica e dai concerti. Il 72% degli introiti proviene, invece, da contributi pubblici e privati, comprese le fondazioni di origine bancaria. Attualizzando i valori delle entrate attraverso le tabelle ISTAT, tra il 2015 e il 2023 l’Accademia ha raddoppiato le sue entrate. Un dato che, poi, va sottolineato è il valore complessivo degli interventi dell’ente, che ha speso per il territorio – tra corsi, concerti e lavori di ristrutturazione – una cifra che sfiora i 13 milioni di Euro (riportata ai valori correnti). Rispetto al piccolo salvadanaio con cui l’Accademia era partita trent’anni fa, rappresentano dati di assoluto rilievo.
Trent’anni di attività musicali, durante i quali l’Accademia ha dato vita a 2524 manifestazioni, una media di 75 manifestazioni all’anno, intendendo come tali non solo i singoli concerti, ma anche i corsi annuali, che durano otto mesi e coinvolgono una decina di allievi, per un impegno orario straordinariamente grande. Sono, inoltre, state eseguite 3379 opere di 584 autori, alcune delle quali sono state portate al pubblico anche più volte. Nell’attività dell’Accademia, poi, sono state coinvolte 5538 persone, tra artisti, complessi, docenti, allievi e tutti coloro che con l’Accademia hanno collaborato. Sono numeri enormi, che attestano la crescita esponenziale di un’istituzione partita da un relativamente piccolo comune del Nord Italia, con risorse limitate, e diventato oggi un ente culturale riconosciuto e stimato a livello internazionale, vanto inestimabile per il nostro territorio.
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