IL CIELO IL MARE LA TERRA – Olmo

Risale alla fine dello scorso mese di febbraio la pubblicazione su YouTube del video di “Fuori per le strade”, il nuovo singolo di Olmo, raffinato cantautore pinerolese che si conferma tra le voci più colte e apprezzate del nostro territorio. L’uscita discografica coincide cronologicamente con la settimana più trita e banale della musica italiana, quella del festival di Sanremo. Ma non si tratta di un casualità. Nel video della canzone, realizzato con l’ausilio delle moderne tecnologie di intelligenza artificiale, compare infatti un’epigrafe che richiama significativamente la kermesse. L’appellativo “pagaia santificata”, con il suo parziale rimando al sottotitolo del brano stesso, gioca sull’omonimia tra il remo oggetto e il santo che dà il nome alla città ligure, da 76 edizioni teatro della più seguita manifestazione canora nazionale. Ma in questo gioco di parole si nasconde – neanche troppo, per la verità – una critica implicita a tutta la narrazione che il festival costantemente fa della realtà fattuale, sempre molto distante e aliena rispetto alle evidenze del contesto effettivo in cui siamo immersi. La sacralizzazione del festival, con le sue sfaccettature rituali che sfociano in una conclamata superficialità culturale e artistica, diventa presupposto per l’analisi della contrapposizione tra le battaglie che il mondo reale affronta quotidianamente e la loro edulcorata rappresentazione mediatica, che nei casi più estremi si trasforma in una completa espunzione dalla diegesi. “Fuori per le strade si piange per davvero”, canta Olmo per sottolineare come nell’universo patinato del mezzo televisivo, del cui iceberg Sanremo è punta musicale, i santoni preposti a queste sorte di culti pagani predichino con falsa solennità dai loro pulpiti, riducendo tutto a vacue macchiette d’avanspettacolo.

“Fuori per le strade” è un estratto dall’album “Il cielo il mare la terra” uscito nel 2025, indubbiamente tra le più curate e profonde produzioni pinerolesi dello scorso anno. Storie e riflessioni che si raccolgono attorno al trittico del titolo, in cui si prefigura la forza aggregatrice della natura e dei suoi elementi come il baricentro dell’esperienza umana. In questo scenario, la Terra si fa madre generatrice da cui è possibile rinascere anche dopo aver perso tutto; in un’era in cui ogni cosa sembra scivolare inesorabilmente verso il baratro, il disco suggerisce che il recupero di un equilibrio simbiotico con il pianeta non è più un’opzione, ma l’unica via di salvezza. Il Mare, invece, possiede una duplice accezione: quella simbolica, per la quale l’attributo della profondità si fa allegoria dell’interiorità, nella necessità imprescindibile di imparare a esplorare i suoi abissi, per comprendere meglio i significati dell’esistenza e recuperare un indispensabile spirito critico, oggi sempre più assente nei nostri sguardi sul mondo. Ma il mare è anche ambiente geografico concreto e brutale, teatro di tragedie umane sempre più frequenti, che Olmo fotografa con lucidità e sensibilità in “Cutro (e in mezzo cantan le balene)”, richiamando il terribile naufragio del 2023 che costò la vita a duecento persone in fuga verso il miraggio di una vita migliore.

Il percorso narrativo tocca anche la dimensione sociologica dei rapporti e dei comportamenti umani. In “Panino alla frittata”, ad esempio, Olmo dipinge un affresco del microcosmo dei bar come luoghi di realtà concreta, con i loro personaggi e la loro ritualità specifica. Questa consapevole collocazione scenografica sembra voler porre l’accento sullo scarto tra quel crocevia di vite vissute e la virtualità del mondo digitale, che uccide la socialità umana indirizzandola verso la deriva di un pericoloso isolazionismo. In “La ballata degli immortali”, invece, il dito è puntato sull’ignavia di chi sceglie l’indifferenza di fronte alle catastrofi immani che stanno devastando il mondo, come ad esempio quelle che si stanno consumando a Gaza o quelle già citate dei morti in mare, e declassa l’orrore a un fastidioso rumore di fondo. E non mancano poi riflessioni più allargate e generali sulla società, che raccontano di un cantautore dotato di maturità e sensibilità non comuni. C’è, infatti, ancora posto per stigmatizzare in senso più ampio l’ingordigia umana, come avviene nella title track, o l’intero sistema – ascoltate “Animale”! – che sembra volerci nutrire al solo scopo di consumarci e renderci inoffensivi.

C’è, nell’intero lavoro, un’aria di resistenza, di ribellione, di denuncia, sebbene declinata con l’eleganza e l’ironia che contraddistinguono la scrittura di Olmo. Nei trattamenti armonici e melodici – che richiamano una specifica frangia cantautoriale, dal più classico Dalla al più contemporaneo Brunori – e nelle soluzioni timbriche, che amano rifarsi a un passato glorioso della canzone italiana senza rinunciare a una certa modernità, emerge un malcelato desiderio di non conformarsi. Un’attitudine che si evidenzia anche nello stesso formato adottato per la distribuzione. In quella che sembra una coerente scelta di tipo ecologico (data l’assenza di stampa su supporto fisico), si nasconde anche il tentativo di scardinare le strategie del mercato discografico odierno basate quasi esclusivamente sullo streaming: un sistema che arricchisce le piattaforme ma che, spesso, non compensa adeguatamente gli artisti. La musica di Olmo viene così distribuita attraverso un manufatto tangibile dalle sembianze di un piccolo complemento d’arredo. Tale supporto costituisce un formato inedito che, mentre da un lato appare come un grazioso suppellettile, dall’altro, grazie alla tecnologia NFC in esso incorporata, consente allo smartphone di connettersi direttamente alle tracce dell’album. In assenza di questa tecnologia, è comunque possibile accedere ai suoi contenuti tramite un QR Code o acquistare la versione digitale direttamente su Bandcamp. Per i curiosi, da qualche tempo è disponibile una porzione del disco anche su Spotify, ma per fruire dell’opera completa le strade rimangono quelle indicate.

IL CIELO IL MARE LA TERRA Cover Art

IL CIELO IL MARE LA TERRA

OLMO

Listen on Bandcamp
  • 1 OLMO : Che C’è Di Male 04:31
  • 2 OLMO : Come Va?
  • 3 OLMO : Il Cielo Il Mare La Terra 04:04
  • 4 OLMO : Fuori Per Le Strade – La Santa Pagaia
  • 5 OLMO : La Ballata Degli Immortali (presa diretta)
  • 6 OLMO : Panino Alla Frittata 03:43
  • 7 OLMO : Cutro (E In Mezzo Cantan Le Balene)
  • 8 OLMO : Sognodromo
  • 9 OLMO : Animale
  • 10 OLMO : Sfera Blu
  • 11 OLMO : Bicicletta
  • 12 OLMO : Tu Tu Tu

Tutti i brani sono stati composti, arrangiati, programmati e mixati da Olmo, che ha anche curato l’esecuzione di quasi tutte le parti strumentali, oltre naturalmente a quelle vocali. Fanno eccezione le chitarre elettriche e acustiche, suonate da Andrea Pollone, e la produzione ed esecuzione di viole e violini, realizzate da Marco Gentile con la collaborazione di Vittorio Sebeglia e Virginia Luca. Ospite d’eccezione il saxofonista Emanuele Cisi in “Che c’è di male”.

Ones

ones

Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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