C’è sicuramente un fondo di verità quando si afferma che, negli ultimi decenni, gli spazi per la musica dal vivo – un po’ ovunque, a maggior ragione nel Pinerolese – si sono sempre più ridotti. E che i pochi rimasti sono sempre meno attenti alla qualità delle proposte, a beneficio del proprio portafoglio. Ma, nel ridurre il tutto a considerazioni così generalizzanti, non solo si corre il rischio di porsi su un piedistallo qualunquista sganciato dalla realtà, ma anche di non rendere giustizia a quei gestori e organizzatori che, invece, stanno portando avanti con coerenza una personale visione incentrata su un incontestabile spessore culturale. Non sono forse tanti, ma nemmeno così pochi, i centri di aggregazione che, anche nel nostro territorio, arricchiscono le loro attività commerciali – tendenzialmente appartenenti all’ambito della ristorazione o di settori merceologici affini – con una regolare programmazione musicale, stilata peraltro con ben definiti criteri artistici.
Tra i locali di zona che stanno ponendo sempre di più la musica al centro del loro progetto, un ruolo importante è certamente interpretato dallo Spazio “Il Passel”, nell’omonima località del comune di Angrogna. Da anni, l’area riscuote un notevole apprezzamento nel circondario: per la sua collocazione in mezzo al verde, per la presenza di angoli dedicati alle attività sportive e per il servizio di ristorazione; elementi che rendono il Passel bello sia d’estate che d’inverno. Ma dal primo maggio dello scorso anno, con l’inaugurazione della nuova gestione, Il Passel si è trasformato in quello che è stato definito “un nuovo inizio”; i gestori, sulle loro pagine social, hanno deciso di promuovere questa svolta identificando l’area come “un luogo dove idee, arte e persone si incontrano, si incastrano e si ispirano (un po’ come i passatempi preferiti da chi ama creare cose belle)”. Coerentemente con questo piccolo manifesto programmatico, l’oasi del Passel è cresciuta nel tempo, sviluppandosi sempre attorno all’imprescindibile presenza della musica. Con due caratteri mai assenti: la qualità degli esecutori e la varietà delle proposte. Se è vero, infatti, che la linea stilistica prevalente è quella delle molteplici sfaccettature del jazz, in questi ultimi dodici mesi sul palco del Passel è stato possibile ascoltare, con un’invidiabile continuità, anche musica folk, cantautori, reggae, rap e anche tanta musica elettronica, con vari producer e dj set che hanno infiammato la Val d’Angrogna con il loro sound.
Il mio incontro con la musica del Passel è avvenuto a fine marzo, quando nell’angolo del locale dedicato alle esibizioni era previsto lo show dei Topside, un quartetto davvero straordinario per la perizia tecnica e per l’originalità con cui piegano le scalette alla loro specifica sensibilità. Lo dico non per l’amicizia di lunga data che mi lega ad alcuni di loro, con i quali ho anche condiviso anni di note e di concerti, ma soprattutto perché sono tra i migliori esponenti della nostra scena: la voce sempre più calda di Laura Russo, di cui non si può non notare la crescente padronanza dello strumento, dell’espressività e del controllo interpretativo, che l’hanno condotta in pochi anni a diventare una delle più apprezzate voci del territorio; ma anche Enzo Druetta, pianista virtuoso e raffinato, attorno alla cui caratura sembra ruotare l’intero progetto; e la sezione ritmica composta da Marco Boaglio al basso e Chicco Piccato alla batteria, un duo che suona insieme da tre decenni e che ha saputo consolidare un’intesa tale da diventare uno dei migliori connubi ritmici delle nostre province.
Se si conoscono i personaggi, non ci si stupisce di quanto possa essere coinvolgente la loro musica. Ma a sorprendere, invece, sono alcune scelte di repertorio. Perché quando vai a sentire una band come i Topside, che si definiscono “smooth e fusion”, puoi anche aspettarti di sentire Sting o gli Incognito. Ma, in mezzo a questi nomi che sbucano nella tracklist con grande coerenza, ce ne sono altri molto meno scontati, come Michael Jackson, Carole King e Alan Parsons, per citarne alcuni. La rilettura che i Topside fanno di questi classici della musica pop, passati al vaglio della loro notevole cifra stilistica, consente di superare certi pregiudizi latenti, facendone emergere in superficie l’incommensurabile qualità. Nelle note dei Topside, dunque, si mescolano funk, fusion, virate swing e una notevole classe solistica e improvvisativa che permette loro di palesarsi sia individualmente che come parte fondante di un solido ensemble.
Mentre la band si prepara a un’estate ricca di impegni, a partire dal prossimo live del 29 maggio al Blancio di Luserna San Giovanni, vi riproponiamo alcuni momenti salienti della serata al Passel raccolti nel video che vi condividiamo in calce.
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