“Spaghetti Prog”: il prog italiano raccontato da Groovin’

C’è una stagione della musica italiana in cui l’ambizione artistica si è intrecciata all’utopia, alla sperimentazione, alla libertà più totale. Un’epoca in cui le chitarre si suonavano come fossero pennelli e i dischi come romanzi. È proprio lì che siamo andati a curiosare con il nostro blog, grazie alla collaborazione tra Groovin’ e Radio Beckwith Evangelica, storica emittente locale, per la realizzazione della nuova stagione del podcast “Storie”.

“Storie” è un format della radio lusernese, vagamente ispirato al programma di Radio 2 “Alle otto della sera”, trasmissione di divulgazione culturale di grande successo, andata in onda dal 1999 al 2009. Proprio come “Alle otto della sera”, anche “Storie” è organizzata in cicli monografici – in questo caso, di dieci puntate – curati dal medesimo autore. Groovin’, nella persona di Ones, ha avuto l’opportunità di partecipare alla realizzazione di uno dei cicli 2024-2025, uscendo per altro dalla sua consueta comfort zone, legata alla parola scritta e al territorio pinerolese.

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Le dieci puntate da noi curate raccontano il lato più originale, meno celebrato, ma spesso anche il più sorprendente, del rock progressivo italiano: lo abbiamo chiamato “Spaghetti Prog. Un titolo che strizza l’occhio all’ironia, con il rimando al cinema western nostrano, ma che racchiude tutto l’amore per un genere che ha saputo osare e contaminare, mescolando sinfonismo ed elettronica, folk e jazz, filosofia e teatro. In questo viaggio ci siamo mossi tra dischi seminali, storie poco note, e qualche deviazione laterale, come piace a noi: con lo sguardo curioso, la voglia di raccontare e un occhio sempre aperto su quel che succede (o è successo) anche dalle nostre parti.

Ecco una breve panoramica degli episodi, che potete ascoltare in podcast su tutte le piattaforme principali e sul sito di Radio Beckwith.

1. Fetus – L’alba mutante di Battiato

Il primo episodio è dedicato a “Fetus”, il disco che nel 1972 ha segnato il debutto discografico in termini di album di Franco Battiato. Un lavoro alieno e futuribile, dove convivono sintetizzatori, testi distopici e visioni quasi cyberpunk. Nella puntata, c’è spazio anche per raccontare la fase embrionale del percorso di Battiato, dalle sue prime esperienze milanesi fino agli esperimenti più radicali.

2. Darwin! – Il Banco riscrive la Genesi

Il secondo episodio ripercorre “Darwin!”, capolavoro del Banco del Mutuo Soccorso. Un disco che usa l’evoluzionismo darwiniano come pretesto per una suite musicale di rara coerenza narrativa e grande raffinatezza compositiva. È un tuffo dentro l’ambizione enciclopedica del prog italiano.

3. Area II – Quando il prog diventò fusion (e pinerolese)

Qui raccontiamo la fase finale degli Area (diventati Area II°), quella degli anni Ottanta, segnata da un suono più jazzato e dalla presenza di due musicisti del nostro territorio: Andrea Allione e Aldo Mella. Un’occasione per riscoprire il legame – non sempre riconosciuto – tra Pinerolo e le avanguardie musicali italiane.

4. Dedalus – L’avanguardia che nasce sotto casa

In questa puntata torniamo a casa, a Pinerolo, per parlare dei Dedalus: una delle band più coraggiose e sperimentali dell’intera scena progressive. Formazioni variabili, strumenti autocostruiti, strutture imprevedibili: i Dedalus sono la dimostrazione che la musica più radicale può germogliare anche in provincia.

5. Il Volo vs Il Volo – Doppie identità

Un confronto generazionale tra Il Volo degli anni Settanta (supergruppo progressive nato da una costola della Formula 3) e Il Volo dei giorni nostri, noto trio pop di impostazione lirica. Due mondi diversissimi che però, nello scontro-sovrapposizione dei nomi, offrono uno spunto interessante per riflettere su come cambia l’idea di “italianità musicale”.

6. Gli insospettabili del prog – Da Alan Sorrenti a Red Canzian

In questo episodio raccontiamo i percorsi sorprendenti di artisti nati nel brodo primordiale del prog ma poi approdati alla musica leggera: Alan Sorrenti e la sua svolta disco, Tony Esposito e le sue percussioni pop, Red Canzian prima di diventare un Pooh e tanti altri nomi che, in modo del tutto insospettabile, hanno fatto parte di quel periodo incredibilmente creativo. Carriere che nascondono una radice più complessa di quanto si pensi.

7. Magma – L’eccezione francese

Un’incursione fuori dai confini nazionali per omaggiare i Magma, geniale progetto francese guidato da Christian Vander. Una musica apocalittica, cantata in una lingua inventata, che ha influenzato anche molti musicisti italiani. Un capitolo internazionale in una stagione tutta dedicata all’Italia, perché il prog è anche contaminazione.

8. Jumbo – Il blues sporco del prog

Una band che sfugge a ogni classificazione: i Jumbo, guidati dal carismatico Alvaro Fella, uniscono rock ruvido, folk oscuro e testi taglienti. Una storia ai margini del grande racconto prog, ma che valeva la pena riscoprire.

9. Flea, Flea on the Honey, Etna – Tre nomi, mille equivoci

Una puntata dedicata a uno dei misteri più grotteschi del prog italiano: tre band (o forse una sola?) con formazioni simili, ma discografie e stili divergenti. Indaghiamo la leggenda e, con qualche documento alla mano, mettiamo ordine nel caos.

10. Fine corsa – Il tramonto del prog classico

La stagione si chiude con una riflessione su come (e perché) si è spenta la prima grande stagione del progressive italiano. L’arrivo della disco, il riflusso sociale, le major in ritirata… ma anche qualche speranza rimasta accesa.


Se amate le storie di musica, se vi piacciono gli incroci inaspettati tra luoghi e suoni, se volete riscoprire cosa succedeva prima che tutto diventasse algoritmico, vi invitiamo a mettervi in ascolto. Per noi è stato un viaggio appassionante, tra ascolti, ricerche e tante sorprese. E chissà che non sia solo il primo passo…

🎧 Potete ascoltare “Spaghetti Prog” sulla principali piattaforme di streaming. Di seguito i collegamenti diretti alle sezioni dedicate di Spotify e Youtube.

7 thoughts on ““Spaghetti Prog”: il prog italiano raccontato da Groovin’

  1. Bellisima analisi di questo stupendo lavoro. A mio parere il Banco e tra i primi 10 gruppi Prog a livello mondiale e mi riferisco anche agli ottimi gruppi odierni. Per quanto riguarda 750.000 anni fa, l’amore per me non è solo la più bella canzone d’amore mai scritta in Italia, ma la più bella canzone d’amore mai scritta in assoluto (opinione assolutamente personale, sia ben chiaro).
    “La conquista della posizione eretta” è musicalmente qualcosa di pazzesco, ricorda tantissimo Stravinskij e di “Cento mani e di cento occhi” di spazza via con la sua iruenza.

    1. Condivido al cento per cento la tua analisi. Attendo i tuoi commenti da esperto anche sulle altre puntate, grazie per l’attenzione ai miei contenuti!

  2. Ascoltato anche il terzo podcast anzi, audio-prolusione! Mi è servito molto per conoscere il lato pinerolese degli Area. Sapevo che ci fossero dei forti legami con il nostro territorio, ma non ero mai riuscito ad approfondire più di tanto. Grazie. Vidi gli Area al Piccolo Regio negli anni Novanta, in una serata organizzata dal Folk Club di Torino. Erano in trio: Tavolazzi, Capiozzo e Fariselli.

  3. Salve, finalmente riesco a riprendere l’ascolto di questi interessanti podcast. Questo particolarmente interessante, perchè non conoscevo nulla dei Dedalus ed ero convinto che avessero fatto un solo lavoro. L’ho ascoltato qualche volta, ma, nonostante l’indiscutibile bravura dei membri, non è proprio il mio genere. Troppo ostico per le mie orecchie.

    1. E pensa che il primo album è il più facile! Però, si tratta di un’esperienza musicale davvero pazzesca per lo spessore artistico, tecnologico e sperimentale, sicuramente da non sottovalutare, anzi…

  4. Un ricordo riguardo al Volo (quello di questi tempi).
    Vado a Torino in un negozio di dischi (uno dei pochi rimasti) che ogni tanto frequento. Il padrone, che mi conosce, mi dice: “Hai sentito l’ultimo del Volo?” e io: “Dai! Si sono riformati?” e il padrone mi guarda strano e mi chiede: “In che senso?” .
    “Come in che senso” rispondo io. “Ti riferisci al volo di Radius e Lavezzi, giusto? Quelli degli anni Settanta!.”
    Lui, con l’espressione sempre più interrogativa, tira fuori il cd e mi dice: ” Io mi riferisco a questi, sono quelli di Sanremo!”
    “Ahhhhhh!” fu la mia risposta. Ah ah ah!

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