All’Accademia di Musica, il Festival Ravel celebra i 150 anni del compositore francese

La quarta edizione di “In Crescendo”, la rassegna promossa dall’Accademia di Musica di Pinerolo, quest’anno si chiama “Festival Ravel” e rende omaggio al grande compositore francese: tre concerti imperdibili con i grandi Maestri dell’Accademia e i giovani talenti dei corsi di perfezionamento.

Nel 2025 ricorrono i 150 anni dalla nascita di Maurice Ravel, uno dei più grandi compositori del Novecento e massimo esponente della musica francese insieme a Claude Debussy. Per celebrarlo, l’Accademia di Musica di Pinerolo dedica la quarta edizione del suo festival In Crescendo a un omaggio articolato e raffinato alla sua opera. Tre appuntamenti nella storica sala concerti di viale Giolitti, dal 20 maggio, vedranno esibirsi i pianisti Enrico Pace, Mariangela Vacatello e Pietro De Maria – docenti di fama internazionale – insieme ai loro allievi dei corsi di perfezionamento.

festival ravel pinerolo accademia di musica in crescendo

“In Crescendo” è molto più di una semplice rassegna: è un laboratorio d’arte viva, un luogo di crescita musicale e condivisione culturale. Ogni anno offre al pubblico l’occasione di scoprire giovani musicisti emergenti, molti dei quali si sono già affacciati con successo sui palcoscenici internazionali. Il festival si configura come una vera e propria vetrina dell’eccellenza formativa dell’Accademia, un punto di riferimento per la scena musicale del territorio e non solo.

Il primo concerto: la Spagna vista da Parigi

Il primo appuntamento, in programma martedì 13 maggio, è affidato a Enrico Pace e ai suoi allievi. Il pianoforte è l’assoluto protagonista in un programma che alterna pagine solistiche a celebri trascrizioni per due pianoforti realizzate dallo stesso Ravel. Alessio Lowenthal aprirà con le Valses nobles et sentimentales, ispirate al mondo viennese evocato con eleganza e nostalgia. Seguiranno le brillanti miniature À la manière de Chabrier e de Borodin, affidate a David Irimescu, e l’imponente trittico virtuosistico Gaspard de la nuit interpretato da David Mancini.

Tra le rarità in programma, anche l’Introduzione e Allegro, trascritta per due pianoforti da Ravel stesso e suonata da Maya Oganyan e Filippo Piredda. Il gran finale è riservato alla celebre Rapsodie espagnole, eseguita da Enrico Pace e Gianluca Faragli: un omaggio alla fascinazione di Ravel per il mondo iberico, la sua ritmica complessa, i colori notturni e le atmosfere sensuali.

Il secondo concerto: fiabe, riflessi e sogni

Il secondo concerto, guidato da Mariangela Vacatello, previsto per il 20/5, è un viaggio nell’immaginario fiabesco e visionario del compositore. Il programma si apre con la Sonatine, interpretata da Pietro Beltramo, pagina breve ma preziosa, dalla scrittura limpida e poetica. Matteo Sebastiani eseguirà il Menuet sur le nom de Haydn e alcuni brani dai Miroirs, tra i più sperimentali della produzione pianistica di Ravel, capaci di evocare notti, uccelli e paesaggi marini con straordinaria inventiva timbrica.

Il cuore fiabesco del concerto è Ma mère l’Oye, suonata da Antonia De Pasquale e Mariangela Vacatello: suite per l’infanzia che racchiude l’incanto di Perrault, tra principesse addormentate, imperatrici orientali e giardini incantati. Il concerto si chiude con il celeberrimo Boléro, in una versione per pianoforte a quattro mani che esalta la costruzione ossessiva e ipnotica della celebre danza.

Il terzo concerto: tra memoria e vertigine

Nel terzo appuntamento, a chiudere la rassegna il 27/5, è Pietro De Maria a salire sul palco insieme ai suoi allievi. Il programma alterna le prime composizioni di Ravel – come la delicata Pavane pour une infante défunte, eseguita da Angelika Niemiec – a pagine di piena maturità come Jeux d’eau (Anna Ghilotti) e Menuet antique (Natalia Pogosyan).

Al centro del concerto, un autentico capolavoro: la suite Le Tombeau de Couperin, monumento al tempo stesso stilistico e umano, in cui Ravel salda il ricordo degli amici caduti nella Grande Guerra con un’eleganza formale ispirata al barocco francese. I sei movimenti saranno distribuiti tra Eugenio Abruzzese, Stefano Zeitler e Matteo Borsarelli. A chiudere la serata, La valse nella potente versione per due pianoforti affidata a Maria Ponomaryova e Pietro De Maria: un’opera che travolge e commuove, manifesto del disfacimento di un mondo – quello europeo – frantumato dagli orrori della guerra.

Un festival per scoprire (e riscoprire) Ravel

“Ravel non ebbe grandi riconoscimenti all’inizio della sua carriera,” ricorda Claudio Voghera, curatore della programmazione artistica del festival, “fu osteggiato dall’ambiente accademico del Conservatoire de Paris. Eppure, la purezza e il valore del suo talento emersero nel colto pubblico dei salotti parigini. Eleganza, raffinatezza timbrica, dissonanze, modernità: tutto in Ravel è ricerca di perfezione e bellezza.”

Un compositore che, negli ultimi giorni di vita segnati dalla malattia, confessò amaramente: “Ho ancora tanta di quella musica in testa, non ho ancora detto nulla…”. Parole che risuonano come una promessa incompiuta, ma che la musica riesce a colmare. Il Festival Ravel sarà dunque non solo un omaggio ma anche un’occasione per rileggere in profondità l’opera di un artista che ha saputo trasformare ogni suono in un gesto poetico.

I concerti si terranno presso l’Accademia di Musica di Pinerolo, in viale Giolitti 7. Tutti gli appuntamenti inizieranno alle ore 20:30.

Per informazioni, prenotazioni e aggiornamenti sul calendario completo degli eventi: www.accademiadimusica.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Groovin'