PASSAGGIO AL NUOVO MONDO – Tito Sherpa

L’album “Passaggio al nuovo mondo“, uscito a settembre 2024, segna un nuovo capitolo nella carriera di Tito Sherpa, una delle voci più distintive della scena hip-hop pinerolese e torinese. Sherpa è anche tra le figure più rappresentative di Radiobluenote Records, “studio di produzione sperimentale – così si definisce sulle sue pagine socialun’infame lettura dei sogni, una vasta gamma di suoni, una camera gonfia di di fumo e visioni“. Fondamentale, in questo senso, il manifesto programmatico dello studio, che ci fa comprendere come la sua prospettiva sia incentrata soprattutto su forme musicali che mettono le parole al primo posto, per materializzare nuove forme di poesia contemporanea. Radiobluenote – si legge su genius.com, nello spazio dedicato al progetto – “mira a divulgare la poesia underground, in maniera consapevole e trasparente. L’etichetta ha radici nell’ascolto musicale e nella scrittura di testi poetici […]”. In questo contesto, l’hip-hop si trasforma nello strumento più adatto – ma evidentemente non l’unico – per divulgare le nuove necessità liriche degli artisti della scuderia, che si elevano al di sopra dei loro omologhi proprio per l’eccellente capacità di scrittura.

In questo senso, per altro, Tito Sherpa ci ha già stupito più volte, sia nei suoi lavori precedenti a suo nome, sia nelle numerose collaborazioni a cui è stato chiamato. Da quando lo conosciamo, riesce sempre a sorprenderci per l’originale capacità retorica, in cui si susseguono giochi di parole, allitterazioni e figure che assolvono, per dirla alla Jakobson, a una magnetica funzione poetica. Anche in “Passaggio al nuovo mondo”, Tito non si smentisce, riuscendo a ripercorrere le vette stilistiche che esplora da tempo. Nel nuovo lavoro, però, abbandona le asperità sonore che avevano caratterizzato il suo precedente percorso (si veda ad esempio l’album “Effetto serra“) anche perché qui interrompe il suo sodalizio con il co-valligiano Phine, per affidarsi a una produzione varia ed eterogenea. Ogni traccia del nuovo album vede, infatti, la collaborazione di differenti producer, tutti accomunati però da un’inclinazione più raffinata e intimista. Un approccio più lieve e d’atmosfera che tocca l’apice nel pianoforte a tinte jazzy di “Ricerca di sé”, il mandolino di “Il futuro che fu” e gli strings dal sapore cinematico di “Leali se menti”.

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“Passaggio al Nuovo Mondo” sembra rappresentare un viaggio interiore ed esteriore, un rito di transizione che connette il vecchio al nuovo, la stagnazione al cambiamento, l’incertezza alla maturità. Vi si esplorano tematiche universali come la crescita, la trasformazione e il superamento dei limiti personali. Questo è particolarmente evidente nella traccia “Forse gli Annunaki”, in cui, ad esempio, il verso “Il nuovo mondo è un feto in grembo al vecchio, tira calci” suggerisce che il cambiamento è già presente, ma ancora non del tutto manifesto, un’idea in gestazione pronta a trasformare il passato in futuro. Un’età di rinnovamento che spinge, impaziente, per affermarsi in tutta la sua forza dirompente. Il riferimento agli Anunnaki (questa, la grafia corretta), figure mitologiche dell’area mesopotamica legate alla creazione e alla civilizzazione, è un modo per riflettere sulla nostra condizione umana, intrappolata tra il desiderio di evoluzione e il timore di affrontare ciò che è sconosciuto. Oppure rimanda a una concezione complottista della società, in cui gli esseri umani soggiacciono alle trame ordite da un’oligarchia in incognito, di cui gli Anunnaki, dèi alieni che avrebbero schiavizzato gli uomini per i loro interessi, sono diventati l’archetipo.

Il viaggio, il percorso di crescita e di autoanalisi, rimangono il tema principale di tutto il lavoro, espresso anche in altre tracce attraverso una visione del tutto personale. Come se l’esistenza fosse una sorta di “romanzo di formazione”. “La chiave tripla”, ad esempio, rimanda all’oggetto simbolico e mitico spesso presente nel gergo dei writer: uno strumento proibito, capace di aprire porte fisiche e metaforiche, che consente di conquistare luoghi altrimenti inaccessibili. In questa luce, la canzone diventa emblema del coraggio e della ribellione necessari per aprire le porte verso il “Nuovo Mondo”. L’atto del writer che viola i confini rappresenta lo stesso impulso creativo e distruttivo che attraversa l’intero album: violare le barriere del proprio sé, entrare nel deposito segreto della propria autenticità e dipingere una nuova identità.

Così come la “Sindrome dell’impostore”, quel senso di colpa che spesso attanaglia chi raggiunge il successo, come se tutto derivasse da inaspettati e immeritati colpi di fortuna. Un sentimento che rappresenta uno dei principali ostacoli al cambiamento. Riconoscere i propri limiti, confrontarsi con le proprie insicurezze e accettare il proprio valore sono passi cruciali per evolvere. Così come è determinante saper accettare i propri difetti, le macchie che sporcano le pagine inizialmente intonse, e vederne i lati positivi, prenderli come un elemento che ci valorizza. “Come ti sta bene addosso ogni tuo errore”, canta Sherpa in “Scarpe bianche”, proprio a sottolineare come gli sbagli rappresentino tappe fondamentali per l’evoluzione personale.

“Passaggio al nuovo mondo” è, dunque, un’esperienza che unisce passato e futuro, mito e quotidiano, introspezione e ribellione. Una riflessione sul coraggio di guardare dentro di sé, di affrontare le proprie paure, ma anche le storture del mondo, per aprire la porta verso una nuova versione di sé stessi. Tito Sherpa, con la sua scrittura chirurgica e il sound rinnovato, attraverso “scorci di tempi vissuti”, offre soprattutto una meditazione universale sul cambiamento e sulla crescita.

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Marco Ughetto, appassionato di musica e giornalismo, chitarrista e cantautore amatoriale, si laurea in Cinema al DAMS di Torino nel 2014, con una tesi sui rapporti tra cinema e cultura digitale. Nel 2002, insieme ad altri quattro amici, dà il via alla prima versione di Groovin' - il portale della musica nel Pinerolese.

http://groovin.eu

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