L’edizione 2024 del festival “Musica in Prossimità” marca un anniversario importante per la kermesse pinerolese. Quella di quest’anno sarà infatti la decima volta che la nostra cittadina ospita la rassegna, acquisendo nuovamente, per un intero weekend, una connotazione internazionale e cosmopolita come raramente le accade. Special guest sarà la produttrice e DJ tunisina DEENA ABDELWAHED con Jbal Rrsas, show audiovisivo ispirato all’omonimo album che presenta una re-immaginazione della musica araba da club.
Nel programma trovano posto anche le suggestioni letterarie di ALEXIS DEGRENIER – percussioni ed elettronica – le cui influenze spaziano tra Ligeti e le pulsazioni della meccanica quotidiana. L’artista francese presenterà il nuovo album La mort aura tes yeux. A completare il cartellone, il duo YEAH YOU, costituito da Elvin Brandhi e dal papà Gustav Thomas, con escursioni musicali per elettronica e voce elaborate durante lunghi viaggi in macchina; l’organista GIULIO TOSTI che esegue Les Compositions 1960 di La Monte Young e propone un workshop sulle tecniche estese dell’organo; l’HYPER DUO costituito da Gilles Grimaitre e Julien Mégroz – piano e percussioni – con un caleidoscopio visivo e musicale ispirato al loro ultimo videoclip; L’IMPERO DELLA LUCE (Johann Merrich + eeviac) che conduce lə più piccolə alla scoperta dei suoni inascoltati prodotti dall’elettricità attraverso il workshop “Le Foreste Elettriche”.
Anche quest’anno “Musica in Prossimità” si apre con il format collaudato della produzione originale che vede il Quartetto Maurice e l’ensemble vocale SoloVoices alle prese con le composizioni di due grandi nomi della classica contemporanea: Bernhard Lang e Justė Janulytė, eseguite in prima assoluta. Il pubblico avrà modo di dialogare con compositorə e musicistə durante LITORALE, una tavola rotonda che parte dalle domande: “come si scrive una composizione contemporanea per strumenti ad arco e voci?” “Come si passa dall’idea alla scrittura e cosa succede quando un’idea si trasforma nel gesto di chi suona?”
Per farci raccontare il festival, cogliendo l’occasione anche per estendere la chiacchierata a tutte le attività dell’Associazione Metamorfosi Notturne, abbiamo il piacere di avere ospiti sulle nostre pagine Aline Privitera e Laura Bertolino del Quartetto Maurice. In calce all’intervista, il programma completo con orari e spazi di tutti gli eventi della rassegna.
Grazie per aver accettato il nostro invito. Per prima cosa, parliamo dell’edizione 2024 di “Musica in Prossimità”. Come avete orientato le vostre scelte nella determinazione del cartellone di quest’anno? Quali sono, secondo voi, gli elementi di interesse degli artisti che si esibiranno? Esiste, tra tutte le proposte, un tema o un comune denominatore?
Aline: “Come tutti gli anni cerchiamo di proporre al nostro pubblico un festival eterogeneo, che alterni concerti di musica classica contemporanea, tra nuove opere e repertorio storico, e altre forme di espressione musicale d’avanguardia, dall’improvvisazione all’elettronica. Inoltre l’obiettivo è quello di rappresentare diverse culture europee ed extraeuropee all’interno della programmazione per avere il più possibile un ampio sguardo della scena musicale mondiale. È difficile definire degli elementi di interesse comuni degli artisti in quanto la nostra forza è proprio la diversità, ma possiamo dire che tutti gli artisti scelti sembrano non avere paura di esprimere la propria musica al di fuori dei canoni commerciali. Ciò che li accomuna è quindi una forte originalità ed interesse a scoprire forme nuove e del tutto personali del suono. In conclusione, per rispondere all’ultima domanda, no, non esiste un comune denominatore o un tema se non quello dell’inclusività, della diversità e dell’originalità.”
Laura: “Non abbiamo mai costruito il festival sulla base di un tema; semmai abbiamo agito in senso opposto: la scelta degli artisti ha determinato uno scenario, differente di anno in anno, in cui abbiamo approfondito per esempio la voce, uno strumento, un percorso nei vari repertori scelti. Questo modo di procedere siamo convinte che porti alla costruzione di una proposta molto genuina per gli ascoltatori, in quanto il punto di partenza non è il ragionamento attorno ad uno spunto, ma sono le proposte artistiche stesse a generare i contenuti e quindi la macro-struttura del festival. Naturalmente senza perdere mai i riferimenti di cui parla Aline, ovvero di partecipazione a 360°.”
Torniamo per un attimo alle origini. Com’è nata l’idea di portare un festival così di nicchia in un’area provinciale come quella di Pinerolo? Visto che questa è la decima edizione, riusciamo a tracciare un bilancio di questo primo decennio? Che risposta ha dato il contesto tradizionalista pinerolese a un festival dal forte respiro internazionale ed estremamente innovativo come il vostro?
Aline: “L’idea è nata proprio in seno al nostro percorso di musiciste. Sin da piccole abbiamo presentato alla città di Pinerolo concerti di musica classica contemporanea per poi spaziare nei vari generi che trovano il nostro interesse. Quando sei così coinvolto personalmente dentro ad un certo tipo di ambiente, quello delle avanguardie e sperimentazioni, è difficile guardarsi da fuori e autodefinirsi “nicchia”. Ma è assolutamente doveroso farlo per poter comunicare con il pubblico e fare delle scelte curatoriali che portino l’ascoltatore a nutrire interesse verso qualcosa di sconosciuto non facendolo sentire “in difetto”. Con gli anni abbiamo sviluppato diverse modalità, alcune fruttuose e altre fallimentari, per raggiungere questo obiettivo. La prima tra tutte è offrire una proposta di altissima qualità, perché se un esperto può apprezzare qualcosa che sta nascendo ma che non è ancora al “top” e può avere gli strumenti per analizzare e trovare comunque delle potenzialità, un ascoltatore curioso è MOLTO più critico!! Questo non vuol dire che negli anni non siano state fatte scelte sbagliate, ma è sicuramente quello che ci poniamo come obiettivo.
Siamo molto contente della risposta del pubblico pinerolese in quanto nel corso degli anni è riuscito ad apprezzare l’anima del festival e ad essere emotivamente coinvolto, cosa per noi di fondamentale importanza perché quando fai musica di questo tipo c’è sempre l’idea che sia la conoscenza il denominatore per giudicare la riuscita o meno di un’opera, ma noi crediamo che sia proprio l’emozione suscitata il requisito per giudicare un’opera. Con gli anni le persone hanno smesso di chiedersi “perché”, di dire “non ho capito”, di chiedersi “forse non ho gli strumenti per capire”, ma semplicemente si alzano tutti insieme facendo standing ovation a tutti i concerti, cosa che ci rende felicissime, noi come gli artisti. Questo è anche il frutto delle annuali talk che organizziamo con il pubblico il secondo giorno del festival. Da migliorare sicuramente il rapporto con la città, le altre istituzioni culturali ed associazioni del territorio in quanto spesso, in città di provincia come Pinerolo, è davvero difficile unirsi sotto un comune cappello, quello della cultura, senza l’aiuto delle istituzioni. Spesso si creano tensioni perché manca alla base una politica culturale forte. Il nostro obiettivo è quello di offrire a tutti ma soprattutto ai giovanissimi un luogo di incontro diverso.
Ad oggi possiamo dire che questo obiettivo è stato raggiunto solo in parte secondo i numeri a nostra disposizione. Il contesto tradizionalista pinerolese penso che sia davvero sfaccettato, mi è difficile immaginarlo come un’entità unica. Quindi non so rispondere a questa domanda se non raccontandovi un aneddoto che ci ha portato a invitare gli Yeah You britannici alla decima edizione di Musica In Prossimità: io, Georgia e Laura siamo cresciute con la musica punk di Pinerolo, eravamo davvero giovani, ma ci ha segnate! Abbiamo voluto proporre un punk del 2024 e l’idea era proprio di presentarlo all’auditorium di Corso Piave, una location dove abbiamo passato molte serate della nostra adolescenza, ma purtroppo non è ancora agibile.”
Laura: “Pinerolo è una cittadina dove hanno luogo grandi vibrazioni artistiche, non solo musicali per altro, e questo l’ha resa da sempre il contesto giusto per sperimentare. Nel tempo abbiamo avuto modo di respirare e vivere in questo contesto, poi di allontanarci per ampliare la nostra formazione artistica e poi di riproporre e restituire in qualche modo le esperienze maturate in contesti internazionali, attraverso la formula del Festival. Le difficoltà delle relazioni con le istituzioni locali sono tante, soprattutto in tempi dove la parola d’ordine per gli uffici che gestiscono gli eventi è “sicurezza” e questo concetto, che chiaramente e fermamente va perseguito, tuttavia spesso rende quasi impossibili anche cose molto semplici e le problematiche da affrontare si rivelano spesso non banali. La vera motivazione a mantenere vivo il progetto la dà sempre il pubblico, SOPRATTUTTO quello locale, che davvero nel tempo ha imparato a fidarsi delle nostre proposte e partecipa con grandissima curiosità a tutti gli eventi, con una risposta così accorata che abbiamo definito e vissuto spesso come commovente. In ultimo: le proposte legate ai giovani e giovanissimi sono quelle sulle quali vogliamo concentrare sempre maggiori energie anche in futuro.“
Musica in prossimità nasce in un contesto più generale di passione per le varie determinazioni sperimentali della musica contemporanea. Come nasce il vostro interesse per l’esplorazione delle potenzialità estreme della musica, che approfondite in pratica con tutte le attività (concertistiche e di organizzazione eventi) di cui vi occupate? Lo stesso discorso vale per il Quartetto Maurice. Mi raccontate come succede che ci si possa appassionare a una ricerca musicale così complessa, fuori dai soliti schemi e, obiettivamente, anche di difficile diffusione tra il pubblico?
Aline: “Pinerolo è stato un contesto dove crescere come artiste ci ha permesso di non avere “paletti”. Un po’ grazie all’ambiente familiare, un po’ grazie alla scena musicale pinerolese degli anni ‘90 e un po’ grazie alle persone che ci è capitato di incontrare durante il nostro percorso scolastico, ci siamo appassionate alle avanguardie sin da piccole. Per quanto mi riguarda è stato fondamentale il momento in cui ho iniziato a leggere saggi su questo tipo di musica (Luigi Nono, John Cage, Iannis Xenakis, ecc…).. successivamente il nostro percorso come concertiste ci ha permesso di venire a conoscenza della scena musicale contemporanea intorno a noi.. organizzando, inoltre, si aprono molte porte di accesso per la scoperta di nuovi generi, nuovi artisti e nuove modalità di fruizione grazie alla periodica ricezione di proposte da parte di singoli artisti o collettivi e agenzie. “Metamorfosi Notturne” è attualmente in una rete chiamata “The Listeners” con altre associazioni del territorio che si occupano di forme diverse dell’utilizzo del suono. Questo ci ha anche aperto le porte verso lidi davvero sconosciuti dell’arte sonora.“
Laura: “Senza dubbio siamo persone che hanno da sempre ascoltato TUTTA la musica, senza alcuna restrizione di genere. Questo atteggiamento, in combinazione con il nostro percorso di musiciste, ha fatto sì che sviluppassimo nel tempo un gusto multi-sfaccettato e comunque privo di pregiudizi, che si basa più sulle sensazioni emotive che può dare un ascolto. Per approfondire l’ultimo secolo dal punto di vista musicale certo ho anche studiato, leggendo libri, guardando partiture e ascoltando tantissima nuova musica, e a un certo punto semplicemente questo linguaggio risulta assorbito e ti parla chiaro come una sinfonia di Mozart, o una canzone popolare, né più né meno. Dal punto di vista quartettistico la cosa che ancora mi entusiasma di più è la ricerca sonora, nel senso più profondo del termine ovvero trovare un nuovo modo di emettere suoni e combinarli tra loro, sia nel repertorio storico che nelle nuove composizioni.“
Recentemente, come Quartetto Maurice, avete pubblicato un disco che omaggia il compositore Luigi Nono, nel centesimo anniversario della sua nascita. Quali sono i primi riscontri di questo lavoro?
Laura: “Il disco è davvero appena uscito ed è un po’ presto per parlare di recensioni, però sta suscitando un grande interesse nell’ambito della critica musicale del nostro settore, ci stanno contattando da tutta Europa per raccontare questo progetto. Si tratta di un’incisione abbastanza rara: solo altri due quartetti prima di noi hanno registrato questa musica, e si tratta dei dedicatari Quartetto LaSalle e dell’immenso Quartetto Arditti dopo vent’anni. Noi arriviamo dopo altri venti e la nostra interpretazione è frutto di un lavoro di quattro anni sulla partitura. Non avevamo programmato un prodotto discografico all’inizio, tanto meno in concomitanza di un anniversario così importante, ma invece è andata proprio così e siamo felici in realtà di prendere parte a questa celebrazione con questo LP.”
La vostra biografia racconta di numerose esperienze che espandono le potenzialità della musica e toccano in modo sincretico tutto il mondo delle espressioni artistiche. Dall’incontro tra musica acustica ed elettronica, fino alla rivisitazione di arti tradizionali come il balletto e il teatro. C’è persino un interesse concreto allo sviluppo dei nuovi media come strumento estetico e come mezzo per nuove esperienze fruitive. È possibile fare un riepilogo delle tappe del vostro percorso che ritenete cruciali?
Laura: “Questa è una domanda veramente difficile che richiede un dono di sintesi estremo! Ci provo. Noi siamo prima di tutto un quartetto classico, abbiamo studiato tutto il repertorio classico, ma su questa parola dobbiamo intenderci bene: applichiamo il rigore che abbiamo imparato nella musica classica per realizzare ed interpretare la musica nuova. Quindi in questo senso la nostra “prima fase” di classici non ci ha mai abbandonato. Come spesso accade nei percorsi artistici, da un momento di seria crisi quartettistica di tantissimi anni fa, trovammo nuove risposte in un quartetto di Ligeti e da lì cominciò il percorso di indagine sul contemporaneo. Alcune situazioni si sono rivelate fondamentali per il nostro affermarsi nell’ambito specifico: per esempio le prime collaborazioni con l’IRCAM di Parigi, piuttosto che vincere lo Stipendium Prize ai corsi estivi di Darmstadt. Tuttavia è stato sempre qualcosa di molto naturale, che ci capitava strada facendo, e ci interessava davvero. Ad un certo punto abbiamo sentito l’esigenza di strutturarci meglio per gestire il nostro lavoro (anche questo in Italia è un tema delicato) ed abbiamo costituito l’Associazione Metamorfosi Notturne. Da qui è stato un crescendo di iniziative, in quanto abbiamo avuto accesso a risorse economiche più importanti (ovviamente con tanto lavoro nelle retrovie, tra bandi e gestione amministrativa e burocratica) per portare avanti i progetti del Festival e delle commissioni per nuova musica ed attualmente stiamo sviluppando anche un percorso in rete con altre realtà della scena torinese.
Spesso la vostra musica nasce dall’esecuzione di brani di altri compositori. A volte sono opere che voi stessi avete commissionato. Esiste, invece, anche un lato eminentemente autoriale del Quartetto Maurice?
“Poche volte ci è capitato di essere autori di qualche opera, una tra queste il progetto multidisciplinare CORPO UNICO fondato proprio sulla multidisciplinarietà nella sua essenza, rompendo le barriere delle discipline (eravamo tutti musicisti, compositori, ballerini, performer). Il quartetto non ha velleità di comporre o essere autore di qualcosa, ma abbiamo una fortissima identità interpretativa che ci ha premiato nel corso degli anni, rendendoci in qualche modo unici. Seppure difficile da comprendere, il lato interpretativo è un lavoro a tutti gli effetti, come quello del comporre e quello dell’improvvisare… ognuno decide di specializzarsi in qualcuno di questi campi, e noi nasciamo come interpreti e abbiamo deciso di proseguire così la nostra carriera.”
In chiusura, quali sono i progetti futuri su cui state lavorando. sia come Quartetto, sia come Associazione Metamorfosi Notturne?
Aline: “Come Quartetto abbiamo in vista la registrazione di un altro disco monografico, oltre ovviamente all’attività concertistica (Argentina, Belgio, Austria ecc..). Il Quartetto ha già selezionato la prossima compositrice a cui commissionare il brano da eseguire nella prossima edizione di Musica in Prossimità e inoltre, il progetto presentato quest’anno insieme all’ensemble vocale SoloVoices (due brani per quartetto d’archi e quartetto di voci dei compositori Bernhard Lang e Juste Janulyte), è solo l’inizio di un grande lavoro promozionale che ci vedrà ospiti in diversi festival internazionali, anch’essi co-produttori delle opere.
Per quanto riguarda Metamorfosi Notturne i progetti sono tanti: lo sviluppo della rete The Listeners che vede l’associazione promotrice di eventi musicali anche sulla città di Torino; la promozione di artiste torinesi/pinerolesi quali Giulia Deval e Lemmo; il sostegno alla direzione artistica e organizzazione di un festival totalmente under 35, QUOIS, che si svolgerà al PAV di Torino; consulenza nel campo del settore lavorativo dello spettacolo, tema davvero caro che ci ha viste in prima linea durante l’emergenza COVID dal 2020 al 2022.“
Ringraziando Aline e Laura per la chiacchierata, che ci ha concesso di entrare più in profondità nel loro mondo ricco di fascino sperimentale e di curiosità artistica, vi lasciamo con il programma completo e dettagliato di “Musica in Prossimità 2024”. Per maggiori informazioni sugli artisti, potete visitare il sito www.musicainprossimita.com.
Ones

Programma
DAY 1
Venerdì 29 novembre 2024
Ore 19:00 presso Sala Italo Tajo, Pinerolo, via San Giuseppe : Quartetto Maurice + SoloVoices –Concerto per quartetto d’archi e quartetto vocale – Composizioni di Bernhard Lang (GAME 15 – Mirror Games) e Justė Janulytė (Nodo Infinito) Prima esecuzione assoluta
Ore 20:00 Aperitivo presso Salone dei Cavalieri, Viale Giolitti 7, Pinerolo
Ore 21:30 presso Teatro del Lavoro, Pinerolo, via Chiappero 12: YEAH YOU (Elvin Brandhi + Gustav Thomas) – Elettronica, voce
DAY 2
Sabato 30 novembre 2024
dalle ore 10:00: LE FORESTE ELETTRICHE
workshop per ragazzə con L’IMPERO DELLA LUCE / tutte le info – Primo turno ore 10:00 / Secondo turno ore 10:30 / Terzo turno ore 12:00
alle ore 14:30 presso il Salone dei Cavalieri, Viale Giolitti 7, Pinerolo: Restituzione / performance con elettrodomestici
ore 17:00 presso Salone dei Cavalieri, Viale Giolitti 7, Pinerolo: LITORALE _ talk / tavola rotonda sulla composizione contemporanea con Quartetto Maurice, SoloVoices, Bernhard Lang e Justė Janulytė
Ore 19:00 Aperitivo presso LOFT Pinerolo Urban Box, Viale Giolitti 7, Pinerolo
ore 20:00 presso Chiesa Madonna di Fatima, Pinerolo, Via Città di Alba 32: GIULIO TOSTI – Concerto per organo / Le compositions 1960, La Monte Young
ore 21:30 presso Teatro del Lavoro, Pinerolo, via Chiappero 12: HYPER DUO (Gilles Grimaitre + Julien Mégroz) – concerto tastiere, percussioni, elettronica, video
DAY 3
Domenica 1 dicembre 2024
Dalle ore 12:00 alle 15:00: presso Chiesa Madonna di Fatima, Pinerolo, Via Città di Alba 32: L’ORGANO COME MACCHINA DEI SUONI – workshop di tecniche estese sull’organo con Giulio Tosti
Dalle ore 15:00: LE FORESTE ELETTRICHE – workshop per ragazzə con L’IMPERO DELLA LUCE / tutte le info – Primo turno ore 15:00 / Secondo turno ore 15:30
Restituzione / performance con elettrodomestici alle h 17.00 presso il Salone dei Cavalieri, Viale Giolitti 7, Pinerolo
Ore 19:00 presso Salone dei Cavalieri, Viale Giovanni Giolitti 7, Pinerolo: ALEXIS DEGRENIER – percussioni, elettronica
Ore 20:00 Aperitivo presso Salone dei Cavalieri, Viale Giolitti 7, Pinerolo
Ore 21:30 presso Teatro Sociale, Pinerolo, Piazza Vittorio Veneto 24: DEENA ABDELWAHED – AV show con Khalil Epi (polistrumentista), Niculin Barandun (visual) e Pantxo Bertin (sound)
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Singolo concerto
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- Ridotto €8 (studentə under 27)
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Day ticket
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- Ridotto €12 (studentə under 27)
- Omaggio under 18 e persone con disabilità
Full Pass
- Early bird €30 (fino al 20 ottobre)
- Full pass intero €40
- Ridotto €30 (dopo il 20 ottobre studentə under 27)
- Omaggio under 18 e persone con disabilità
- NB: il biglietto per il concerto di Giulio Tosti è acquistabile solo in loco prima del concerto al costo di €10 intero, €8 ridotto oppure acquistando il day ticket 2


